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ELEZIONI & CHIESA/ Tornielli: nessun endorsement, ma un "programma" per tutti

Pubblicazione:martedì 29 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 29 gennaio 2013, 8.55

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Il cardinale Angelo Bagnasco critica il “professionismo” delle fasi preelettorali che contrasta con la “fiamma di altri momenti”. Ricorda che “il Paese è stanco di populismi e di reticenze” di qualsiasi parte e di una “politica rivolta a arricchimenti personali”. Ma la prolusione del presidente della Cei di fronte al Consiglio permanente sembra avere un valore che non è riconducibile solo a questo momento. Sarà alla fine l'unico intervento che di fatto arriverà in campagna elettorale, ma la Chiesa non fa endorsement per nessuno, neppure, come poteva sembrare a dicembre, nei confronti del premier Mario Monti. Andrea Tornielli, uno dei più bravi vaticanisti italiani, giornalista de La Stampa, spiega l'attenzione “maggiore”, particolare della prolusione di Bagnasco. E precisa: «Non c'è alcun endorsement per Monti o per qualcun altro. C'è il riconoscimento per quello che è stato fatto, ma anche con qualche precisa distinzione. Bagnasco spiega infatti che c'è uno “sbilanciamento tra il desiderio popolare di uscire dal tunnel e ciò che viene messo in campo perché l'impresa riesca grazie all'iniziativa dei pubblici poteri”. Ancora si sottolinea che la disoccupazione giovanile è “un'epidemia che non trova argini” e intanto ci si chiede “se le iniziative legislative che si sono finora succedute abbiano determinato sollievo o aggravamento». 

Sembra che il presidente della Cei abbia voluto dare dei segnali a tutti gli schieramenti politici italiani.

Direi che questa è l'interpretazione giusta del discorso fatto dal cardinale Angelo Bagnasco. Si potrebbe tradurre più bruscamente con un “ce n'è per tutti”. Ma in sostanza la Chiesa dimostra, come è sempre stato in passato e in linea con quello che è avvenuto, di essere attenta alla questione sociale e alla questione antropologica. Sulla questione sociale Bagnasco sottolinea ad esempio che «le competenze migliori cooperino in uno sforzo solidale e così ogni istituzione, affinché si possa vedere e toccare il rilancio dell'occupazione e dell'economia. Rilancio per cui la gente ha accettato sacrifici anche pesanti. Per cui tanto patrimonio di responsabilità e rigore, di dignità e adattamento, non può andare sprecato per colpa di alcuno. Sarebbe un insulto»

Un monito fermo. 


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