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LISTA MONTI/ Tutti contro l'ex premier, dalla Camusso a Bersani e Berlusconi

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Mario Monti al centro degli attacchi, un po' di tutti. E' la campagna elettorale, che vede un fattore inedito nel bipolarismo italiano in voga ormai da anni. E' il fattore Lista Monti, l'ex premier che ha deciso di accettare la proposta di leadership del centro, finora bene o male sempre schierato o a destra o a sinistra. Che sia una decisione che porterà a un successo elettorale, è difficile dirlo (le percentuali nei sondaggi al momento danno a Monti un 12% circa delle preferenze) ma sicuramente tale decisione ha fatto spazientire i due classici rivali, Berlusconi e Bersani. Specialmente oggi dopo che Monti ha rilasciato una intervista in cui non ha lesinato critiche a Pdl e Pd. E subito è arrivato un coro di proteste, anzi di attacchi. Berlusconi ad esempio è andato giù pesante, definendo l'ex capo del governo un professore che come tutti i professori parla ex cathedra e non vogliono essere contraddetti. Inoltre, ha aggiunto, i professori sono lontani dalla realtà con lo stipendio sicuro senza conoscere le vere difficoltà di una azienda. Per finire così: "Monti sta dando seguito in una maniera negativa dopo un anno di governo che ci ha portato dentro una spirale recessiva". Severa anche il leader della Cgil Susanna Camusso: proprio di lei (e di Nichi Vendola) Monti aveva infatti chiesto a Bersani di sbarazzarsi: Monti ha sbagliato tutto con le sue politiche, ha detto. Non ha idea di come sia fatta l'Italia ed è il rappresentante di quel modello liberista che si basa sulla diseguaglianza sociale, ha detto in una intervista rilasciata all'Espresso. Bersani dal canto suo ha chiesto a Monti di avere rispetto per il Pd: "Ribadisco il rispetto ma lo chiedo per tutto il Pd. Noi siamo un partito liberale che non chiuderà mai la bocca a nessuno. Credo che il coraggio che mi si chiede io l'ho già dimostrato, non è quello di chiudere la bocca alla gente ma di farla partecipare" ha detto. Ha quindi fatto sapere la sua il leader di Sel, che ha detto che Monti ha la presunzione di aver già deciso chi vincerà la partita delle elezioni, cioè lui stesso. Arroganza, l'ha definita, difendendosi dalle accuse di essere un conservatore che gli ha rivolto Monti. 



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