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SCENARIO/ Folli: la "mossa del cavallo" di Berlusconi ostacola Monti

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Io mi aspetto da tempo una sorpresa da parte di Berlusconi. Il Cavaliere non può rinunciare all'alleanza con la Lega Nord, c'è in ballo la Lombardia. Per questo la trattativa è ancora aperta. Tuttavia la sua candidatura a premier è contestata dalla base leghista. In tutti i casi la trattativa continua. E allora che cosa ci si può aspettare? Una classica “mossa del cavallo. Berlusconi potrebbe fare un discorso ponendo una distinzione: io faccio il leader della coalizione e un altro viene indicato come premier.

 

Un altro chi? Angelino Alfano?
 

Non credo. Ho ascoltato proprio oggi un discorso di Alfano da cui si percepiva proprio una distinzione tra capo della coalizione e candidato a Palazzo Chigi. Lo stesso Berlusconi, nella sua intervista a “SkyNews24” non ha ammesso che potrebbe anche rinunciare a fare il premier.

 

Proviamo a parlare di Giulio Tremonti. Si è smarcato con un suo movimento, pensa di presentarsi distinto ma insieme alla Lega, Conosce la  realtà della Lega Nord e anche del Pdl.

 

E' questa indubbiamente la “mossa del cavallo”. La candidatura di Tremonti potrebbe effettivamente dare fastidio a Monti, potrebbe metterlo in imbarazzo. Tremonti gode ancora di un certo credito a livello internazionale. Il problema è che ci sono controindicazioni all'interno del Pdl, del partito di Berlusconi. A parte alcuni “nemici storici” di Giulio Tremonti presenti nel Pdl o nei “cespugli” del centrodestra, si calcola che ci sia almeno il 30 percento del Pdl che lo sopporta poco. La mossa sarebbe indubbiamente abile, abbastanza valida, ma è difficile da realizzare.

 

Forse perché il Pdl vedrebbe tutto questo come una cessione, quasi una subalternità ala linea della Lega.

 

Tremonti è uno degli autori del collegamento, dell'alleanza tra Lega e Pdl. Non c'è dubbio che una sua candidatura solleverebbe perplessità anche da questo punto di vista. Ma c'è d'altro canto la necessità per Berlusconi di chiudere un'alleanza con la Lega. Staremo a vedere come va a finire. Indubbiamente questa è una pista molto calda.


(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
03/01/2013 - salire in cattedra (carlo precetti)

sarebbe un bene per l'Italia se il professore tornasse alla cattedra. finirebbe di far danni