BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI/ Cattolici, i veri giochi saranno fuori dal Parlamento

Pubblicazione:giovedì 31 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 31 gennaio 2013, 10.04

InfoPhoto InfoPhoto

Hanno deciso loro quali cattolici accettare (essenzialmente la Comunità di sant’Egidio), e hanno deciso loro (con la complicità di Fini e Casini) che un’ulteriore lista di esponenti cattolici ed ex Pdl (penso ad Alfredo Mantovano o Isabella Bertolini, nomi di assoluto rispetto) fosse un’operazione da bloccare. Hanno deciso loro, poi che Giannino e Passera dovevano stare fuori dai giochi e non si capisce davvero perché, se non per non far ombra ai nuovi capetti impadronitisi del territorio moderato. Sarebbe stato divertente sperimentare quanto valeva da sola ItaliaFutura con una sua lista,ma purtroppo tale risposta la avremo solo riferita a “Fare” di Giannino.

Ciò nonostante in lista ci sono nomi di tutto rispetto, nella lista Monti come nell’Udc, mentre nel Pdl, va detto, i cattolici uscenti (dichiarati) a malapena sono riusciti, e neanche tutti, a salvaguardare se stessi. In particolare sono convinto che avrà grande spazio operativo Mario Mauro, ma con lui anche Franco Frattini che non siederà in Parlamento, nel mettere in piedi finalmente un progetto costituente del Partito Popolare europeo che – dopo le prime schermaglie d’inizio legislatura – potrà trovare l’apporto di vari “pentiti” del Pdl costretti oggi a rifugiarsi sotto Berlusconi per mere ragioni – solo in parte comprensibili – di sopravvivenza. Un progetto che il riformismo di Monti potrà favorire, ma non impersonare, visto che il premier uscente ha detto in tutti i modi che lui non appartiene a nessun partito, di fatto respingendo come riduttivo l’endorsement in suo favore venuto dai leader del Ppe.

A completare il quadro neanche si può gettare la croce addosso a quei cattolici che hanno scelto di giocarsela nell’ultimo partito democratico di nome e di fatto che c’è. Un partito che – come capita spesso a quelli che si candidano a governare – mette insieme tutto e il contrario di tutto, rimandando i giochi veri a dopo una volta – evidentemente – che si sarà vinto davvero.  Nomi di tutto rispetto o riconfermati o di nuova presentazione che Bersani può esibire, esponendosi però alla critica facile di essersi già legato mani e piedi, sui valori ma anche sulle riforme, a istanze di tutt’altro tipo.

Ma ci sono riflessioni finali da fare, e sono quelle che ci riportano all’ottimismo. Qui si finge di dimenticare che i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato e i leader che si candidano a governare, se giurano su questa Costituzione, sanno bene di non poter disporre delle coscienze dei singoli parlamentari come fossero una proprietà privata. Il lavoro di questi mesi, la riflessione sincera ma ancora acerba portata avanti da tanta parte dell’associazionismo cattolico, se non era finalizzata alle ambizioni di questo o quello, deve ora saper proseguire come laboratorio alla luce della dottrina sociale che, al di là delle diverse inclinazioni politiche di ciascuno, dovrà produrre quello spirito e quelle proposte condivise in grado di costituire una sorta di minimo comune multiplo per ogni cattolico.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
01/02/2013 - Ricordi sfumati (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Dri, forse Lei non ricorda nitidamente: la legge 40 è stata approvata dal Parlamento (e non dal governo Berlusconi) con una maggioranza “trasversale” ben più ampia e che il 5x1000, introdotto in forma sperimentale da rivedersi di anno in anno dal Governo Berlusconi, è stato da quello stesso governo “sterilizzato” ad un importo massimo di 400 milioni. E’ il governo Monti che l’ha inserito definitivamente nel nostro ordinamento fiscale nel 2012.

 
31/01/2013 - Picariello (andrea sartori)

A parte la generosa patente di democratico al Pd (però tutto è relativo), mi sembrano osservazioni complessivamente valide e inviterei chi non vede altra proposta credibile oltre a Berlusconi a fare qualche sforzo ed uscire dal guscio.

 
31/01/2013 - Il voto dei cattolici (Pietro Dri)

Certo, le mattane di Berlusconi fanno indignare le anime belle del politically correct e del giornalismo a la page. So che, nei fatti, gli antifascisti di professione, al contrario di Berlusconi e del suo governo, sono filo Hezbollah, filo Hamas e di fatto e neanche tanto surrettiziamente, antiisraeliani. Insomma, il Duce sarebbe stato d'accordo con loro. Può darsi che i cattolici nel PDL siano iporappresentati. Ma negli altri partiti incluso il PD (l'unico democratico di nome e di fatto afferma Picariello che evidentemente non è a conoscenza delle epurazioni e delle faide che lo attraversano a vari livelli) c'è la certezza che la loro sarà pura rappresentanza accessoria. Inoltre, sin dal programma elettorale dovranno tenere un basso profilo, o non considerare del tutto i valori non negoziabili. Per certi cattolici questi valori sono altra cosa rispetto a quello che conta per la costruzione del bene comune. Il governo Berlusconi avrebbe salvato Eluana, ha approvato la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, ha introdotto il 5xm1000 a favore del non profit ecc. Non rivoterei PdL se ci fosse un'alternativa credibile per i cattolici. Non la vedo. Perciò preferisco un matto comunque appassionato e "liberale" a certi vecchi chierici che mi sanno tanto di "ancien regime".