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MANOVRE A DX/ Berlusconi e lo "schema a tre punte" con Tosi e la Meloni

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Silvio Berlusconi (InfoPhoto)  Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Senza la Lega, il Pdl è destinato a contare ben poco. Sia in Parlamento che in regione Lombardia. In cambio dell’alleanza, Berlusconi potrebbe essere disposto all’ennesimo passo indietro. Si “accontenterebbe”, in caso di vittoria, di fare il ministro dell’Economia. E lascerebbe la candidatura a premier a qualcun altro. Almeno, se prendiamo per buone le sue dichiarazioni. Sulla cui genuinità Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore, ha qualche dubbio.

Andiamo con ordine: la Lega aveva fatto sapere che non avrebbe chiuso la porta in faccia al Pdl se quest’ultimo avesse staccato la spina al governo Monti e se la candidatura del centrodestra in Lombardia fosse andata a Maroni. Due condizioni che, tutto sommato, sono state rispettate. Ma se ne è aggiunta una terza: mai con Berlusconi candidato premier. Perché?

In realtà, Maroni, una parola definitiva sull’alleanza, non l’ha mai pronunciata. Anzi, addirittura, pur avendo posto una serie di condizioni per l’eventuale accordo con il Pdl, non ha mai lasciato intendere che il candidato premier della coalizione sarebbe stato Berlusconi. Credo che, in realtà, da parte della Lega, possiamo notare una certa linearità mentre, da parte di Berlusconi, la sottovalutazione della questione.

Tuttavia, se la Lega non accetta l’alleanza, rischia di perdere la Lombardia e di non entrare in Parlamento, o di entrarci ma risultando ininfluente

Maroni, in Lombardia, potrebbe rivelarsi una sorpresa. E non è detto che Lega, da sola, prenderebbe alla Camera e al Senato meno voti che assieme Berlusconi: condurrebbe, infatti, una battaglia di testimonianza, facendo leva sull’identità e ponendosi sul fronte dell’antipolitica; un fronte cavalcato dallo stesso Berlusconi, ma con meno credibilità, avendo fatto più volte il presidente del Consiglio. Non dimentichiamo, inoltre, che Maroni il rinnovamento l’ha fatto sul serio. Va dato atto a lui e al suo gruppo dirigente di aver mandato in pensione Bossi. Altrettanto non è stato fatto nel Pdl. La sua corsa solitaria ha senso anche alla luce di un tale rinnovamento.

Però Berlusconi potrebbe sempre mettere in atto la minaccia di staccare la spina ai governi regionali di Veneto e Piemonte.

Bisognerebbe capire cosa ne pensano i consiglieri e gli assessori regionali del suo partito. Berlusconi non è più il padrone assoluto del Pdl, e non è detto che la minaccia rappresenti una pistola effettivamente carica. Anche perché, così facendo, si destinerebbe inevitabilmente alla sconfitta.

Berlusconi potrebbe realmente fare un passo indietro per ottenere l’alleanza con il Carroccio?


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COMMENTI
04/01/2013 - Desaparecido (dario ceriani)

Avete notizie di Angelino Alfano, segretario politico del PdL, cioè colui che interpreta la linea politica di un partito ? Non se ne sa piu' nulla ! Forse ha ricevuto da nonno Silvio tanti giocattoli per Natale ed è a casa che gioca, gioca, gioca. O forse, come si dice in milanese "l'era minga bun" (non era capace).