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IL CASO/ Sallusti: Berlusconi? La Lega ha altri progetti...

Pubblicazione:sabato 5 gennaio 2013

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Immagino proprio di sì, anche se non credo che sarà davvero così ininfluente, visto che fa parte di una coalizione in cui potrà comunque rappresentare una forza, anche se piccola. La storia lo dimostra: singoli personaggi sono stati in grado di condizionare o mettere in difficoltà un governo, ma non credo sia comunque questo l’obiettivo della Lega.

Che partita sta giocando quindi?

A mio giudizio la Lega ha preso una strada molto chiara e intelligente, scegliendo di ripartire dal territorio. Se dovesse governare anche in Lombardia, infatti, insieme al Piemonte e il Veneto sarà in tutti i casi in grado di condizionare l’attività di governo, visto che gran parte del Pil del Paese si trova proprio al Nord. Non è dunque un problema di deputati, ma di riuscire a governare il nord Italia per poter continuare a contare in maniera decisiva.

Secondo lei Berlusconi, se necessario, ha ancora il potere di staccare la spina in Veneto e Piemonte?

Credo di sì, soprattutto in Piemonte. Non bisogna però pensare che si tratti di un “ricatto”, bensì di semplice coerenza: la Lega non può pensare di prendere totalmente le distanze dal Pdl a livello nazionale e in Lombardia ma non in Piemonte e in Veneto, a seconda di ciò che le conviene. Il messaggio mi sembra dunque chiaro: o si corre insieme dappertutto oppure si avanza totalmente separati.

Che sorprese dobbiamo aspettarci alle elezioni?

Al momento sono tutti concentrati sulla “novità”, quindi su Monti e la sua lista, tanto che, leggendo certi giornali, sembra quasi che ormai la partita sia interamente tra il premier uscente e il Partito Democratico. Credo invece che quella sia una gara interna a un’area comunque riconducibile al centrosinistra e che la sorpresa di queste elezioni sarà invece il centrodestra. La lista di Monti è certamente importante, ma non credo possa rappresentare una vera novità dal punto di vista elettorale.

A giochi fatti crede possa venirsi a creare una grossa coalizione che possa coinvolgere anche Berlusconi?

Dipende molto dai risultati elettorali. Una grossa coalizione nasce innanzitutto intorno a un fulcro e non attraverso l’unione di pari debolezze, quindi deve esserci qualcuno disposto e in grado di chiamare a sé gli altri. Una volta capito chi potrà essere questa figura centrale e che tipo di condizioni vorrà porre, allora uno scenario simile potrà effettivamente essere immaginabile.

 

(Claudio Perlini)



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