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PAR CONDICIO/ Bernardini (Tv Talk): basta col manuale Cencelli, i giovani cambiano canale

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E’ una misera controversia, in fondo, un fattore altamente sopravalutato rispetto alle effettive priorità (crisi, recessione, emergenza occupazionale, aumento del conflitto sociale, incertezza sul futuro eccetera); tant’è, in campagna elettorale, la polemica sulla par condicio si fa tradizionalmente ossessiva e tende a oscurare il nocciolo della questione: questa fase storico-economica è particolarmente confusa e convulsa, e i cittadini hanno bisogno più del solito di disporre di tutti gli strumenti per potersi orientare tra le varie opzioni politiche. Il commento di Massimo Bernardini, conduttore e autore di Tv Talk ed esperto di tv.  

La frammentazione politica non è mai stata così alta e i programmi d’informazione dovrebbe essere più numerosi e accurati che mai. E’ possibile conciliare questa esigenza con le regole della par condicio?

Sì, se la par condicio non viene vissuta come una sorta di ossessivo Manuale Cencelli. Da questo punto di vista, sposo la logica di Bersani che, rispetto alla presunta eccessiva presenza di Monti nelle trasmissioni televisive (che non mi pare così eccessiva; e, di certo, non lo è come quella di Berlusconi), ha preferito non partecipare alla polemica. E ha fatto presente che, in un Paese come l’Italia, non si può ridurre la politica ad una questione di minutaggio.

Non si può neppure consentire a chi dispone di mezzi maggiori di occupare tutti gli spazi televisivi che riesce a occupare

La giusta misura si raggiunge, anzitutto, attraverso una maggiore presa di responsabilità da parte dei conduttori e del management. Entrambi, inoltre, dovrebbe essere più protagonisti e fare, rispetto ai propri palinsesti, un colpo di reni.

Cosa intende?

Beh, mi domando perché nessuno si ponga il problema di individuare nuovi format che non obblighino, per intenderci, le fasce più giovani della popolazione a cambiare canale dopo un minuto, per noia. Tanto più che la noia coincide, in tal caso, con la disinformazione. Si potrebbe sviluppare un ragionamento in termini di contenuti che esuli dai canoni classici.

Ci faccia un esempio.

Monti ha fatto sapere che sarebbe disposto ad un confronto con Fassina. Un’ipotesi lontana dai criteri tradizionali. Fassina, infatti, è il responsabile economico del Pd, Monti il candidato premier del centro. Un evidente squilibrio di ruoli che, tuttavia, originerebbe un dibattito avvincente, in grado di metterebbe gli spettatori nelle condizioni di comprendere effettivamente ciò che il riguarda più da vicino, la visione e i progetti economici di alcuni dei partiti che dovranno votare. Vale lo stesso discorso per un dibattito tra Monti e Brunetta. O tra tutti e tre.

Quale potrebbe essere un nuovo format?



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