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AGENDA MONTI/ Passera: occasione persa, serviva un programma più coraggioso

Mentre il premier uscente Mario Monti prosegue la propria campagna elettorale, il ministro Corrado Passera esprime alcune perplessità riguardo il progetto politico del Professore

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Mentre il premier uscente Mario Monti prosegue la propria campagna elettorale, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera esprime alcune perplessità riguardo il progetto politico del Professore da poco presentato. E lo fa in un’intervista rilasciata al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli: “Si è persa una grande occasione – ha detto Passera - io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. C’è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra né con l’antipolitica né con Berlusconi. Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli presenti o futuri. Fino a poche ore prima di quella riunione del 28 dicembre sembrava tutto fatto. Durante la riunione hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò mancare il mio sostegno a Monti”. Con la soluzione trovata, spiega il ministro, “non si è creata quella nuova formazione forte e chiara che io auspicavo ma un insieme di liste collegate che certamente faranno un buon lavoro, rimanendo però esposte alle vecchie logiche di corrente”. Secondo Passera, infatti, la nuova formazione di centro “doveva innanzi tutto essere una cosa nuova, chiara e non legata a strutture preesistenti, con figure di primo piano sia della società che della politica beninteso, in particolare del mondo dell’impresa, delle professioni, dell’economia sociale con una grande attenzione ai temi della famiglia e della solidarietà, che oggi non sono rappresentati come sarebbe giusto che fosse. Avrei voluto un programma in alcuni punti più coraggioso. Una svolta più radicale”. Nonostante il giudizio sostanzialmente negativo, Corrado Passera difende comunque l’operato di Monti, con cui “il rapporto personale non è mai venuto meno; mi è stato anche chiesto se volevo entrare in lista, ma ho detto di no” e in tutti i casi, ha aggiunto il ministro, “non accetterei mai di candidarmi contro Monti”.