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ELEZIONI 2013/ Berlusconi: fatto l'accordo con la Lega, Alfano premier, io ministro dell'economia

Pubblicazione:lunedì 7 gennaio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Accordo Pdl-Lega Nord: lo annuncia questa mattina Silvio Berlusconi. L'accordo a lungo cercato, voluto disperatamente dal leader del Pdl come unica possibilità di battere il centro sinistra ha visto la luce questa notte fonda, verso l'una e trenta quando, sempre stando alle parole rilasciate dal Cavaliere stamane a una trasmissione di Rtl 102.5, lui e Roberto Maroni hanno firmato l'intesa. Non solo: sempre stando a Silvio Berlusconi, cambia anche l'ordine di candidatura: Alfano, dice, potrebbe essere il candidato premier e io il ministro dell'economia. Aggiungendo che però il premier sarà deciso al momento di una eventuale vittoria elettorale, lasciando aperto ogni spiraglio. Maroni ovviamente sarà il candidato del centro destra in Lombardia, il famoso regalo di Berlusconi alla Lega in cambio dell'alleanza promesso sin da subito. Ha escluso invece Berlusconi che il candidato del centro destra possa essere l'ex ministro Passera (che proprio oggi parlando in una intervista ha criticato il programma del suo ex capo di governo Monti). Il simbolo elettorale della nuova coalizione, ha spiegato, sarà quello usato anche nel 2008: la scritta Pdl con sotto il suo nome. Come detto, Berlusconi ha detto che in caso di vittoria lascerà volentieri il posto da primo ministro: "Qualora vincessimo preferirei fare il ministro dell'Economia essendo stato in trincea molti anni. Il presidente del Consiglio ha pochi poteri". Ha parlato anche di programma, Berlusconi, rispondendo ad esempio a una domanda sulle coppie di fatto e quelle gay: per cambiare il codice civile, ha detto, ci vuole la maggioranza in parlamento. Ha promesso una nuova riforma del lavoro dicendo che è necessario invertire del tutto la rotta rispetto alla riforma varata dal governo Monti per passare dall'austerità alla crescita e alla espansione: la riforma Fornero, ha detto, è un disastro. In Europa poi, ha detto ancora, io non sono stato irriso come si dice ma sono temuto perché avevo il coraggio di oppormi.  Ci sarà in caso di vittoria la commissione di inchiesta già promessa per valutare le ragioni che hanno portato alla caduta del suo governo. Si rende disponibile a un confronto televisivo con gli altri candidati, ha detto. Infine un nuovo attacco a Monti: ha detto che non vede possibile alcuna possibilità di dialogo con lui perché lo ha deluso troppo. 


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