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ACCORDO LEGA-PDL/ Così Napolitano e Monti "ispirano" Berlusconi

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Giorgio Napolitano con Mario Monti (InfoPhoto)  Giorgio Napolitano con Mario Monti (InfoPhoto)

Se il centrodestra vincesse in Lombardia, Sicilia e Veneto, il centrosinistra arriverebbe al massimo a 149 seggi, quando la maggioranza assoluta è di 158. Qui entra in gioco Giorgio Napolitano: Leggendo con attenzione le sue parole Berlusconi si è di fatto persuaso che – in assenza di una maggioranza certa in entrambe le Camere – il Capo dello Stato non solo non darebbe l’incarico a Bersani, ma non lo darebbe neppure a Monti, colpevole ai suoi occhi di aver voluto scendere in campo contro il suo parere. Del resto entrambi uscirebbero sconfitti di fatto dalla contesa elettorale e non sarebbero più spendibili per la guida del governo.
A quel punto, chiunque fosse il prescelto dal Colle per guidare una nuova fase di transizione, pensare a una riedizione del governo ABC, una nuova “grosse koalition” all’amatriciana, non è follia. La strategia di sopravvivenza messa a punto da Berlusconi avrebbe colto nel segno. Anche il PDL potrebbe sedere al tavolo di quella trattativa e allora Berlusconi potrebbe concludere di aver fatto un buon investimento consentendo alla Lega di tentare la scalata al trentanovesimo piano di Palazzo Lombardia.



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COMMENTI
08/01/2013 - Ooh. Così è chiaro (Claudio Baleani)

E' interessante. Se non ho capito male: votiamo Berlusconi che dopo va al governo Passera. A biliardo ci giocavo da ragazzo ed ero una schiappa.