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UNIONI GAY/ Sacconi (Pdl): le parole di Berlusconi? Noi siamo per il matrimonio tra uomo e donna

Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (InfoPhoto) Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (InfoPhoto)

Il rischio è scongiurato dall’aver preservato la suddetta distinzione tra dimensione civilistica e pubblicistica, sottolineando come i due piani restino profondamente diversi nella regolazione e nei valori che informano la nostra repubblica e che, sostanzialmente, sono quelli della nostra tradizione.

Questa è la posizione in assoluto dominante nel Pdl?

Direi di sì. È largamente maggioritaria e buona parte dei parlamentari che non hanno sottoscritto il documento semplicemente non ha ancora avuto modo di farlo.

Inserirete tale posizione anche nel programma?

Credo che vi inseriremo i valori della nostra tradizione, così come li abbiamo inseriti, in precedenza, nei documenti costitutivi del nostro partito e in quelli in cui facciamo riferimento alla nostro collocazione nell’ambito del Partito popolare europeo. In sostanza, i principi della nostra tradizione sono alla base del nostro programma.  Analogamente, riteniamo nostro compito accogliere la nostra azione di governo con un’adeguata informazione per spiegare, ad esempio, la differenza tra accanimento terapeutico, che va evitato, e tutela della vita in condizioni di fragilità.

Come mai la stragrande maggioranza degli osservatori si è affrettata a interpretare le dichiarazioni di Berlusconi come un appoggio alle unioni omosessuali?

Si è trattata di una strumentalizzazione. Nel dibattito, abbiamo fatto chiarezza circa la nostra posizione sui temi etici e alcuni hanno cercato di individuare una contraddizione che, in realtà, non c’è stata così come, al di là di quanto affermato sulla carta, non ci sono mai state, sul piano etico, nella nostra concreta azione di governo.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
08/01/2013 - PDL non compatto (GIOVANNI PIERONI)

Bene i chiarimenti di Sacconi, ma purtroppo nel PDL non sono pochi quelli che la pensano diversamente. Berlusconi poi non offre alcuna garanzia anche in considerazione del suo stato ormai "confusionale". Inoltre è un'illusione pensare di tracciare una "linea del Piave" tra situazioni privatistica e pubblicistica, in quanto l'obiettivo delle lobby gay è quello di produrre in ogni caso una deriva inarrestabile.