BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BERLUSCONI-LEGA/ Maroni si è turato il naso, e i suoi elettori?

Pubblicazione:mercoledì 9 gennaio 2013

Infophoto Infophoto

Una volta preso atto che la coerenza a oltranza non paga, i leghisti hanno ceduto. E hanno accetto l’alleanza con il Pdl in nome di un compromesso al ribasso. Fatte salve le apparenze, sosterranno che hanno strappato a Berlusconi la promessa di non candidarsi a premier. Ma, considerando che sarà il leader della coalizione e che comunque sapeva benissimo che non sarebbe più rientrato a Palazzo Chigi, non è un gran sacrificio. Il prezzo più alto da pagare, in ogni caso, è stata la cessione della candidatura al Pirellone, forse il più grande risultato che la Lega abbia mai raggiunto. Senza contare che, se effettivamente dovesse conquistare la Regione, avrebbe raggiunto il principale dei suoi obiettivi: governare le tre principali Regioni del nord, dando vita ad una sostanziale macroregione del nord. Che, nelle aspettative del Carroccio, sarebbe sufficiente per imporre a Roma di lasciare il 75% delle imposte al territorio che le produce. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore.

Cos’ha convinto la Lega a fare l’accordo?

Prevalentemente, Maroni ha badato al suo tornaconto personale e alle sue ambizioni. D’altro canto, nel momento in cui si candida a governatore, è costretto a vincere. Ed è comprensibile che sia disposto a fare il patto con il diavolo per portare a casa il risultato.

Del Parlamento, quanto gliene può effettivamente importare?

Stare o non stare in Parlamento, per la Lega, fa ben poca differenza. Tanto più che la coalizione di centrodestra è destinata all’opposizione.

Non è che La Lega lo ha sempre saputo che, alla fine, si sarebbe fatto l’accordo ma, in questi mesi, ha cercato di convincere i suoi elettori del contrario?

Non saprei. Personalmente, ero convito che nella famosa “ramazza” fosse compreso anche Berlusconi.

La base capirà?

Dipenderà dalla campagna elettorale. Per il momento, i dissidenti mi sembrano parecchio numerosi. Non escludo che se Berlusconi riuscirà a polarizzare la sfida, indicando nell’avversario ancora una volta il nemico da abbattere, alla fine anche gli elettori leghisti più perplessi potrebbero tornare sulle proprie idee.

Non crede che l’accordo raggiunto salvi, per lo meno, le apparenze?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/01/2013 - Pure gli elettori di cdx se lo devono chiudere (Carlo Cerofolini)

Maroni si è chiuso il naso e questo è pure quello che dovrebbero obbligatoriamente fare gli elettori del centrodestra – che sono maggioranza nel Paese – non disertando le urne e non disperdendo il loro voto se non vogliono essere democristiansinistrofinimontizzati, massacrati di tasse e trovarsi come Presidente della Repubblica, dopo Scalfaro, Ciampi e Napolitano, un esponente espressione di questa compagine visto inoltre che poi per sette anni guiderà le “danze”. E allora sì addio a riforme, compresa quella della Costituzione in senso presidenzialista, liberista e federalista.