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Politica

MONTI & IL CENTRO/ Cazzullo: un freno all'egemonia della sinistra, anche per la Chiesa

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Il passaggio dal Monti tecnico a quello politico è stato decisamente brusco. Il che giustifica dubbi del genere. Credo, in ogni caso, che più che le sue promesse in campagna elettorale, conterà il fatto che per una parte non trascurabile dell’elettorato continua a rappresenta serietà, stabilità e rigore; e, prendendo in considerazione i voti che gli arriveranno da sinistra (molti di più di quelli che, salvo qualche cattolico e qualche moderato, gli arriveranno dall’altra parte; per lo più, gli elettori del centrodestra continueranno a votare i propri partiti di riferimento), un argine alle frenesia di nuove tasse che il Pd intende introdurre.

Sempre a TgCom24 si è detto d’accordo con il Papa rispetto allo spread tra ricchi e poveri. Una consonanza tutt’altro che causale considerando che, fino a pochi giorni fa, Bagnasco, l’Osservatore Romano e Avvenire sembravano intenzionati ad appoggiarlo esplicitamente salvo il fatto che, il 7 gennaio, i cattolici di Todi hanno deciso di ritirare l’invito rivolto al premier (infine, il convegno è saltato); cosa sta succedendo sul fronte cattolico?

Credo che la Chiesa, benché le sue gerarchie non siano un monolite, non farà scelte dichiarate, ma darà una mano a Monti così come in passato l’ha data a Berlusconi. Presumibilmente, inoltre, l’invito è stato ritirato perché le aperture di Bagnasco e dell’Osservatore Romano sono state interpretare come un avvallo esplicito che non avrebbe dovuto essere dato.

Perché la Chiesa dovrebbe appoggiare Monti?

Probabilmente, lo considera un freno all’egemonia della sinistra, un interlocutore serio, affidabile, con ottime entrature in ambito europeo e tedesco e attento alle esigenze del mondo cattolico.

 

(Paolo Nessi)

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