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CRISI DI GOVERNO/ Sorgi: il dissenso tra Alfano, Lupi & c. e Berlusconi? Solo "teatrino"

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Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)  Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)

Una giornata cruciale per le sorti del governo e del centrodestra, in attesa del voto in Parlamento previsto per mercoledì. A sera, al termine della riunione dei gruppi del Pdl, l'unica voce è quella di Berlusconi: ho deciso da solo di dimissionare i ministri, ha detto l'ex premier. Il Cavaliere ha anche messo la parola fine alle critiche dei "dissidenti" verso la decisione, presa sabato - si dice - dietro pressione dei falchi del partito, Verdini e Santanchè, di ritirare i ministri. Alfano, Lupi, Quagliariello, De Girolamo e Lorenzin hanno presentato dimissioni irrevocabili, ma non senza avanzare forti critiche alla conduzione del partito. Fino a quel "non ci facciamo intimidire. Con noi non funzionerà il metodo Boffo" detto seccamente da Alfano in risposta all'editoriale del Giornale a firma Alessandro Sallusti, che accusava i "governativi" di doppiogiochismo evocando per loro un destino alla Gianfranco Fini.
Così, al termine di una giornata che non ha del tutto dissipato i dubbi di possibili disaccordi all'interno del Popolo delle libertà, Berlusconi ha parlato di problemi interni risolti e offerto a Enrico Letta la disponibilità a votare e i provvedimenti economici più urgenti, per poi andare subito al voto. Ma dal Pd è arrivato il no di Franceschini: "ci sono dei tempi precisi, non si può fare la legge di stabilità in una settimana" ha detto il ministro per i Rapporti col Parlamento. Il commento di Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa.

Per tutta la giornata di ieri c'è stata un'aria da resa dei conti in casa Pdl, poi Berlusconi ha detto: "tutto chiarito". Dunque?
Risulta che l'assemblea del Pdl si sia conclusa, a quanto ne sappiamo, senza un dibattito. Ciò ha permesso a Berlusconi di dare la linea, dicendo di essere stato lui a decidere la fine della collaborazione con il governo.

Il dissenso di Alfano, Lupi e Quagliariello dunque è durato lo spazio di un giorno?
La questione è molto semplice. A me pare che se i cinque ministri e il gruppo dei dissidenti, ad eccezione di Cicchitto che ha riconfermato la sua posizione di dissenso, non hanno fatto sentire la loro voce, dobbiamo prendere atto che il Pdl è passato alla linea di Berlusconi.

Però quel "non ci facciamo intimidire. Con noi non funzionerà il metodo Boffo" (rivolto all'editoriale di Alessandro Sallusti sul Giornale) era parso molto duro, addirittura sembrava preludere ad una spaccatura.
Si è rivelato per ciò che era: una critica, per quanto legittima, al Giornale. Non sono convinto che vi sia stato uno strappo. Per due giorni alcuni osservatori, soprattutto quelli del Pd, hanno pensato che nel Pdl ci potesse essere una scissione capitanata dalle colombe, a capo della quale vi sarebbe stato Alfano. Io ho sempre pensato una cosa diversa, cioè che i dissidenti premessero su Berlusconi per convincerlo a cambiare idea, nulla più.

Dunque l'ipotesi di una scissione non sarebbe mai stata messa realmente in conto.


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COMMENTI
01/10/2013 - Qualcuno ci aiuti! (claudia mazzola)

Intanto che al governo fanno le marionette, ieri scadeva una rata delle tasse di mio marito, non l'ha pagata, mancanza di soldi e lavoro. Lo so, è un peccato non pagare le imposte, ma non lo è quando sono super tasse ed i governanti fanno i burattini.

 
01/10/2013 - Il valore delle cose non sta nell'ubbidienza cieca (Goggi Ezio)

Certo si potrebebro fare analisi più o meno approfondite, si potrebebro fare i distinguo e dire molte altre cose a Lupi e soci. Ma credo che l'unica cosa seria che potrebbero fare è prendersi una mattina di riflessione e leggersi l'editoriale di Tracce "Il nostro compito nella crisi" e le parole sulla politica dette da papa Francesco qualche giorno fa. Siete Uomini o sudditi?