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Politica

IMMIGRAZIONE/ Reato di clandestinità: primo sì all’abrogazione proposta dal M5S, ecco cosa cambia

E' stata approvata dalla commissione in Senato la proposta di legge, targata Movimento 5 Stelle, che vuole ammorbidire le misure da adottare per far fronte all'emergenza immigrazione

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Nella giornata di ieri, in commissione Giustizia al Senato, è arrivato il primo sì sulla strada che porterà alla depenalizzazione del reato di clandestintà, grazie all’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, e appoggiato in pieno da Pd, Sel, Scelta Civica e Gal. Serve però il voto dell'aula per l’effettiva conferna e Lega, e per il momento anche il Pdl, non si mostra troppo propensa ad abolire la Bossi-Fini. Si batte così la strada promossa dallo stesso governo Letta.
Ma l’iter procedurale sarà ancora piuttosto lungo, considerando soprattutto come il vice premier Angelino Alfano e i pidiellini si siano più volte espressi in difesa della tanto discussa Bossi-Fini e dell’istituzione del reato di clandestinità, introdotto nel luglio 2009 tramite il disegno di legge sulla sicurezza, fortemente voluto dal Carroccio. Di fatto, con questo provvedimento, veniva inserito il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. A questo, in origine e prima della bocciatura da parte della Consulta nel 2010, si sommava l’aggravante del reato di clandestinità. In un secondo momento anche la Corte di Giustizia dell’Unione europea bocciò il reato, chiaramente in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri, dichiarando illegale il carcere (la reclusione era stata stabilita tra 1 e 4 anni). Al netto, il reato di immigrazione clandestina restava, ma veniva punito con una sanzione pecuniaria e non, come prevedeva il pacchetto sicurezza, con la reclusione. Ora, l’intento è proprio quello di abbattere il muro.

Cosa cambia in pratica? L'ingresso clandestino in Italia torna ad essere considerato un illecito amministrativo, punibile solamente con l'espatrio. Inoltre, i pescherecci che troveranno al largo persone in mezzo al mare, a rischio naufragio, potranno salvarle tranquillamente senza correre il rischio di essere indagate. Quest’ultima, una misura invocata da più parti, dopo la tragedia di Lampedusa. Per il momento rimangono comunque attivi tutti i procedimenti per l’espulsione e tutte le altre fattispecie di reato collegati. Attraverso un post sul suo blog, Beppe Grillo ha chiarito il progetto presentato dai senatori pentastellati Andrea Buccarella e Maurizio Cioffi: “Le espulsioni dei clandestini saranno più semplici. Non lasceremo più morire nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità e più umanità”. Il Partito Democratico, per voce di Felice Casson, ha dichiarato che si tratta, finalmente, di un passo di civilità, mentre sono scattati i primi malumori nel centro-destra, che ritiene la Bossi-Fini, un pilastro dei loro ultimi governi.

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