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NUOVA DC (?)/ Mazzotta: la sfida di Alfano & Co. è rendere "inutile" il centro

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A quel punto, chi si chiamerà fuori dalla costituzione di un unico partito, lo farà perché ama la “preziosità” del suo 3%... Credo, tuttavia, che sia Monti che Casini farebbero molto bene a concorrere a questo sforzo comune. Iniziando a sostenere, assieme al Pdl, delle liste comuni in occasione delle Europee. Contestualmente, i “superberlusconiani” con i coltelli tra i denti dovranno decidere se stare in una formazione del genere o se andare altrove. Sarebbe meglio che scegliessero questa seconda opzione.

 

Se, invece, prevarranno gli estremisti, potrebbe determinarsi un centro che vada da Alfano a Letta?

Ne parliamo esclusivamente come ipotesi rigorosamente teorica e pessimistica. Non la ritengo, infatti, verosimile. Tuttavia, se il Paese dovesse spaccarsi tra opposti estremisti, sarebbe naturale che la gente normale si mettesse assieme.

 

Torniamo al caso in cui prevalga un centrodestra moderato. Chi ne sarà il capo?

Con Berlusconi da parte, verranno meno anche i tic berlusconiani degli ultimi 20 anni, che hanno caratterizzato entrambi gli schieramenti: non si porrà più, in particolare, il problema del leader carismatico. Il segretario, o il presidente, saranno scelti da un congresso. Se il partito non sarà in grado di sostenere la dialettica interno che esso comporta, poco male, faranno le primarie, un sottoprodotto dei congressi. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
10/10/2013 - Politica inclusiva sì, "inciucista" no. (Luigi PATRINI)

Fino a quando Berlusconi resterà il padre-padrone non cambierà nulla nel PdL-FI, al di là di schermaglie di piccolo cabotaggio. Quando Berlusconi si farà da parte o uscirà di scena (o "scenderà" dalla politica)l'acqua del lavandino potrà defluire e, tolto il tappo, tutto si rimetterà in movimento. L'Italia ha una concezione popolare diffusa di politica inclusiva, non dico "inciucista", ma di politica che vede diversi soggetti collaborare armonicamente tra loro, smussando punte di conflitto e trovando un equilibrio dinamico che favorisca il bene dei diversi ceti sociali. La DC non tornerà più, ma se i cattolici si decidessero a giocare un ruolo chiaro e coerente con i princìpi in cui credono, probabilmente potrebbero essere decisivi per mitigare l'attuale devastante conflittualità, momentaneamente - ma solo momentaneamente, come vediamo ogni giorno - sopita per il pericolo che si è corso con la recente crisi del Governo Letta