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SCENARIO/ Feltri: Alfano si rimangia tutto e torna berlusconiano...

Pubblicazione:giovedì 10 ottobre 2013

Angelino Alfano e Gianfranco Fini (Infophoto) Angelino Alfano e Gianfranco Fini (Infophoto)

Adesso sono tutti berlusconiani. Si ricorderà che il voto di fiducia al governo fu interpretato come il tentativo riuscito di mettere in minoranza Berlusconi che, dal canto suo, si mise in minoranza da solo, votando contro se stesso e i suoi convincimenti di un minuto prima. Ebbene, Alfano e i ministri del Pdl, ieri, hanno indetto una conferenza stampa per spiegare: «Noi siamo quelli che hanno impedito l'aumento dell'imu e su questa strada non ci sarà un ritorno indietro. La nostra funzione nel governo è quella di realizzare gli altri punti del programma elettorale». Poi, Alfano, parlando dell’ex premier, ha aggiunto: «con lui c'è un vincolo affettivo che non è mai venuto meno. Noi non solo non siamo qui per parlare di regole interne al Pdl ma per ribadire che il nostro scopo è tenere unito il partito». C’è poi Sandro Bondi, falco e berlusconiano oltranzista, che si è sentito in dovere di affidare ad una nota le sue tribolazioni: «senza alcun cenno ad una necessaria riforma della giustizia e al dramma che riguarda non solo il presidente Berlusconi e il nostro partito ma il futuro stesso della nostra democrazia, la conferenza stampa rischia di apparire incomprensibile e perfino paradossale». Mattia Feltri, editorialista e inviato de La Stampa, ci spiega che cosa sta succedendo.


Che scopo aveva la conferenza stampa dei ministri del Pdl?

Mettere in minoranza Berlusconi è stata una strategia brillante, certo. Ora, però, Alfano cerca di evitare di apparire come il parricida che, per sete di potere, si impadronisce del partito e abbandona il padre ai cani. Le continue dichiarazioni in sostegno di Berlusconi e la conferenza stampa vanno lette in tal senso.

 

Alfano ha definito se stesso e gli altri ministri “la sentinella antitasse” del governo Letta.

Ecco, appunto. Peraltro, dare l’impressione di essere in continuità con l’opera di Berlusconi serve a impedire di fare la fine di Fini.

 

Lui se n’era andato, dal Pdl. Alfano cerca di prendere in mano il partito.

Sì, ma anche quando stava nel Pdl non perdeva occasione per rimarcare di essere il contrario di Berlusconi da ogni punto di vista. C’è da dire, inoltre, che la mossa degli alfaniani va letta anche come il tentativo di scongiurare un rischio inizialmente sottovalutato, quello di sembrare la stampella della sinistra. Cosa di cui, del resto, sono stati effettivamente accusati.

 

Cosa significa che la battaglia per la leadership del partito si combatta comunque all’interno del berlusconismo?


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COMMENTI
10/10/2013 - Funamboli senza "quid" (Luigi PATRINI)

Mah, sembrava che avesse ritrovato il "quid", invece pare abbia trovato la voglia di salire sull'asse di equilibrio... Non dimentichi che ...chi pone mano all'aratro e si volge indietro... non fa una bella fine! Anche Hegel insegnava, con la sua dialettica servo-padrone, che per cessare di essere servo occorre non temere di morire: chi teme di perdere il potere, finisce inesorabilmente con il diventarne servo. Uomo avvisato...