BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL FATTO/ Zanon (Csm): con la scusa di Berlusconi si vuole "boicottare" Napolitano

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

Se lo facesse, sarebbe gravissimo. Le carceri rappresentano un mondo di sofferenze atroci e generalizzate al punto da collocarci, tra i Paesi civilizzati, in una posizione miserevole e, in Europa, all’ultimo posto. Tanto più che il 40 per cento dei carcerati ha subito un provvedimento di custodia cautelare preventiva. Si tratta, quindi, di una questione di interesse generale rispetto alla quale la condizione di una singola persona, per quanto si chiami Berlusconi, è necessariamente secondaria.

 

Pare che buona parte della politica non ne sia consapevole.

Credo che ci sia un problema culturale che riguarda la classe parlamentare, ma anche l’opinione pubblica, spesso condizionata da un’informazione inficiata da elementi manettari e giustizialisti; un orientamento che connota anche settori della magistratura. Basti pensare che, al Csm, alcuni hanno risposto alla sollecitazione di Napolitano ipotizzando, semplicemente, la costruzione di nuove carceri. Come se l’urgenza non fosse quella di rendere meno disumana la condizione dei carcerati, quanto di ampliare l’"offerta". Insomma, spesso domina l’idea di fondo secondo cui il carattere afflittivo della pena debba per forza tradursi nella limitazione della libertà fisica in carcere. Si tratta di una lettura svalutativa del problema.

 

E’ verosimile che Napolitano abbia voluto, prendendola alla larga, rimettere al centro del dibattito la riforma della giustizia.

Parlando, per esempio, di ragionevole durata dei processi ha inteso certamente accennare alla modifica dell’attuale disciplina. Tuttavia, che Napolitano auspichi una riforma della giustizia non è un mistero. Moltissime volte l'ha chiesta esplicitamente in occasioni ufficiali.

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
11/10/2013 - Lettura svalutativa del problema? (Franco Labella)

Il prof. Zanon non finirà mai di stupirmi. Parla di "lettura svalutativa del problema" a proposito dell'idea minima e di buon senso di ampliare gli spazi se quelli odierni mettono in pericolo oltre che la vita anche la psiche dei detenuti. Posso pubblicamente chiedere al prof. Zanon qual era la sua posizione, nel 2006, quando fu deciso un indulto che avrebbe dovuto risolvere un problema (il sovraffollamento delle carceri) che anche oggi è la principale motivazione della discussione riaperta da Napolitano con un messaggio di 12 cartelle? Che poi si possa proporre una riflessione piu' generale sulla efficacia delle attuali condizioni delle carceri in rapporto al dettato dell'art. 27 della Costituzione ci può stare. Ma primum vivere deinde... E la coincidenza temporale fra un messaggio che certamente non è la dimostrazione di un interesse episodico di Napolitano e le vicende di un condannato piu' famoso degli altri può essere negata? Perchè il prof. Zanon, che giustamente dice di non poter fare previsioni sul contenuto di eventuali provvedimenti in materia di amnistia ed indulto non spiega ai lettori del Sussidiario cosa è l'amnistia impropria? Da modesto docente di Diritto ho provato a fornire un elemento di conoscenza. Fra Beccaria e le notizie su sistemi penitenziari che attuano anche soluzioni diverse dalle nostre ci può essere almeno uno spazio di chiarezza? http://profumodiscuola.com.unita.it/scuola/2013/10/10/amnistia-impropria-qualcuno-la-conosce-repubblica-pa