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BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI/ Mario Capanna: Silvio, vieni nella mia fondazione

Pubblicazione:sabato 12 ottobre 2013

Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi

Noi non possiamo erigerci a giudici nei confronti di Berlusconi. Di fronte a una persona così, che è stato ed è tuttora molto potente, nel momento in cui si trova in difficoltà anche dal punto di vista psicologico, non bisogna infierire. Sarà il giudice di sorveglianza che, posto che Berlusconi accetti la nostra proposta, valuterà se è una scelta adeguata, per quante ore al giorno dovrà lavorare e con quali modalità. Per il resto Berlusconi potrà avere la giornata libera, continuare a occuparsi delle questioni politiche e della gestione del partito, dei problemi del governo e della maggioranza. Io mi fermo al primo gradino, limitandomi a citare il detto evangelico: “Non giudicate per non essere giudicati”.

 

Lei ha scritto nel comunicato: “Tra condannati ci si intende meglio”. Che cosa intendeva dire?

Io lì mi riferivo semplicemente alla condizione oggettiva per cui Berlusconi è diventato mio “collega”, cioè a quella di condannato. Io però rivendico con orgoglio i “reati” per cui sono stato incarcerato, cioè le battaglie politiche del ’68, e credo che una sentenza per frode fiscale, anche se lui si dichiara innocente, non sia paragonabile a quella che mi ha riguardato in passato.

 

L’esperienza della condanna e della pena le ha insegnato qualcosa?

L’esperienza del carcere è a tal punto istruttiva che chi non ci è mai passato non può neanche immaginarlo. Aiuta la meditazione, e io non ho mai studiato tanto come quando ero a San Vittore. Bisogna tirare fuori il positivo dal negativo, questa è una prerogativa dell’intelligenza umana. Il presidente Berlusconi può a sua volta volgere in positivo come sua crescita e maturazione personale, nonché come sua dignità, questa vicenda che lo coinvolge negativamente.

 

(Pietro Vernizzi)



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