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Politica

BOSSI-FINI/ Livia Turco: questa legge è una "fabbrica" di immigrati irregolari

L'immigrazione si può governare? (Infophoto)L'immigrazione si può governare? (Infophoto)

La Bossi-Fini ha cancellato queste parti, collegando il contratto di soggiorno al contratto di lavoro. In pratica si entra in Italia soltanto se si ha già un lavoro. Ciò ha reso di fatto impraticabile l’ingresso per lavoro, perché sono rari i casi in cui attraverso le liste di collocamento e i consolati si può favorire questo incontro tra domanda e offerta di lavoro. A 11 anni dall’introduzione della Bossi-Fini, possiamo dire che la legge del centrodestra ha fatto aumentare il numero di immigrati irregolari.

 

Per quali motivi allora prima dell’approvazione della Bossi-Fini l’immigrazione clandestina era al 35%, mentre oggi è al 6%?

Ciò è avvenuto principalmente attraverso le sanatorie dei governi di centrodestra, che hanno messo sotto gli occhi di tutti le contraddizioni della legge Bossi-Fini. Dopo l’approvazione della legge è aumentato il numero di immigrati che erano in Italia senza permesso di soggiorno.

 

E quindi?

Quindi i governi di centrodestra sono stati quelli con il più alto numero di sanatorie. A quella del 2002, la più grande in Europa, ne sono seguite diverse altre di cui peraltro c’era bisogno, soprattutto nell’area del lavoro familiare. L’irregolarità è diminuita grazie alle sanatorie. Ma è paradossale che si dica no all’immigrazione, che si introduca il reato di immigrazione clandestina, che si preveda l’allontanamento coatto alla frontiera a mezzo della forza pubblica, le aggravanti di clandestinità, e poi si risolvano tutte le contraddizioni che si sono create attraverso le sanatorie.

 

Secondo lei la soluzione è ritornare alla legge Turco-Napolitano?

Non è mai sufficiente ritornare a leggi passate, ma l’ispirazione della Turco-Napolitano resta assolutamente attuale. Mi riferisco in particolare all’idea di rendere praticabili le vie regolari per lavoro. Poi si può discutere su quali aggiustamenti fare. Non è però casuale che oggi tutti ripropongano lo sponsor e l’ingresso per la ricerca di lavoro. A ciò aggiungerei la formazione in loco e il fatto di puntare sull’immigrazione di qualità. Resta attuale anche la strategia degli accordi bilaterali, così come le politiche di integrazione attuate con i Comuni, mentre il fondo per l’integrazione che noi avevamo attivato è stato cancellato.

 

(Pietro Vernizzi)

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