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RENZI/ Primarie Pd: l'amnistia è un autogol. La legge elettorale deve difendere il bipolarismo

Pubblicazione:sabato 12 ottobre 2013

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Il sindaco di Firenze ci riprova e parte con la sua campagna elettorale per le primarie del Pd, dopo aver perso la volta scorsa corto Bersani. Questa volta dovrebbe essere il grande favorito alla vittoria, ma si sa che non sarà facile, diviso come è il suo partito tra giovani e vecchia classe dirigente. Oggi ha tenuto un comizio a Bari, accolto dal sindaco e ha illustrato le tematiche della sua candidatura. Il suo discorso parte con la considerazione che si è appena concluso un ventennio disastroso dove si è perso tempo e non si sono risolti i problemi delle persone. Le imprese chiudono, le grandi aziende falliscono: aver parlato di rottamazione è stato fin troppo gentile ha detto. Chi ha fallito in questi anni? Per Renzi tutti: un intero establishment politico, in cui ovviamente rinfila anche il suo partito. Ed ecco il Pd che vuole: "Noi vogliamo un partito che vinca perché vogliamo che Italia torni a crescere". A sorpresa, ma mica tanto, una presa di distanza dalla proposta di amnistia e indulto fatte dal capo dello Stato, approvate da tutti tranne che da Lega e dirigenza cinque stelle: "Affrontare oggi il tema dell'amnistia e dell'indulto è un clamoroso autogol. Bellissimo vedere chi fa volontariato nelle carceri, ma come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori i detenuti perché le carceri scoppiano?". Poi la legge elettorale che deve essere a difesa del bipolarismo; a novembre, dice, presenterà una proposta di legge: "Chi vince le elezioni sarà responsabile delle cose che non fa. Ci dovrà essere alternanza. Il nostro sistema elettorale sarà quello del sindaco d'Italia. La nostra proposta sarà presentata alla Camera, trovando convergenze con Vendola e Monti e anche con il Pdl, se lo vorrà". Sul tema del lavoro ha chiesto di eliminare i vincoli per chi assume: il centrosinistra, ha detto, deve avere il coraggio di dire che non c'è più libertà di assumere, ci sono troppe regole da rispettare per chi dirige una azienda. E infine il suo partito: il Pd oggi, ha detto, è il primo partito solo fra dipendenti pubblici e pensionati. 



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