BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIETRO LE QUINTE/ Cosa nascondono gli attacchi di Renzi a Napolitano?

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Per Letta si preparano giornate cruciali: mancano poche ore alla definizione di una manovra che non può essere di ordinaria amministrazione, perché deve trovare le risorse per la crescita, e il premier deve districarsi fra tante attese e tante voci, al punto di dover smentire le indiscrezioni che circolano, chiedendo di rimandare ogni giudizio al testo definitivo.

Non meno facile trovare la quadratura del cerchio in materia di misure per fronteggiare l'ondata di sbarchi dal Nord Africa. Letta ha mostrato realismo, nel momento in cui sullo scomodo palco di Mestre della "Repubblica delle idee" ha spiegato che la sua personale avversione alla legge Bossi-Fini si scontra con la totale ostilità del Pdl a rimettere in discussione una norma agitata oramai come una bandiera, al di là del suo valore intrinseco. Su questo terreno l'unico aiuto che il governo può sperare è quello di una Europa sinora troppo assente, o tremebonda.

Il partito di Berlusconi, del resto, su un tema così sensibile agli occhi del proprio elettorato non può permettersi cedimenti, scosso com'è dai propri rivolgimenti interni, paralleli a quelli del Pd e che concorrono a rendere instabile il quadro politico complessivo. 

La lotta fra falchi e colombe per delineare il dopo-Berlusconi (o meglio il dopo la sua decadenza da senatore) ha raggiunto un tale livello di scontro da non poter essere più tollerata dallo stesso Cavaliere, che tra tanti pensieri confusi sul futuro sembra avere un solo punto fermo: un Pdl spaccato, un Pdl scisso in due o più tronconi, non gli sarebbe di nessuna utilità. Da qui il brusco richiamo ad abbassare i toni, arrivato da Berlusconi prima che la polemica passasse il segno del tollerabile.

I due travagli interni, quello del Pd e quello del Pdl, sono però paralleli e contribuiscono a rendere precario lo scenario delle prossime settimane. Fatta la legge di stabilità, di improcrastinabile rimarrà solamente la riforma elettorale. Se su quel terreno si dovesse registrare una convergenza da qui a fine anno, lo scenario delle elezioni a marzo riprenderebbe quota. Con buona pace dell'asse Napolitano-Letta.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
14/10/2013 - Non nascondono niente ce solo M5S (quche quche)

Per capire quanto sia visto il m5s basta fare attenzione alla pubblicità che gira sul sito. I pubblicitari devono essere sempre un po più avanti della massa e se hanno scelto di usare il sito di Grillo vuol dire che è molto visitato, e spero che questa visibilità alla fine si trasformi in voti. A volte ho quasi paura della quantità di voti che prenderà il movimento alle prossime lezioni.