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Politica

SCENARIO/ Lupi (Pdl): no a un nuovo centro, lavoriamo per l'unità del Pdl

L'aula del Senato (Infophoto)L'aula del Senato (Infophoto)

Ho grande stima di Raffaele Fitto, penso però che sarebbe un grave errore dimenticare cosa ci è chiesto in questo momento, e cioè dare un contributo forte, critico e stimolante all'azione del governo, trasformando quella che poteva sembrare una sconfitta di Berlusconi in una rivincita all'interno del partito.

Quindi?
Quindi occuparsi oggi di tesseramento e di congressi mi sembra un po' lontano dalla nostra gente. Credo invece che si debba lavorare insieme sulla prossima legge di stabilità, sull'emergenza casa, su come investire nella spesa buona, tagliando quella inefficiente. La gara a chi è più "lealista" non ha contenuto e non serve a unire un partito. Anche perché, parafrasando Nenni, potremmo sempre trovare qualcuno che è più lealista di noi.

Torniamo a Forza Italia. Voi ministri − diciamo la vostra linea, quella che ha convinto Berlusconi a votare la fiducia − non condividete quel progetto, vero?
Al contrario. La proposta di rinnovare Forza Italia ci convince nel momento in cui è fedele al progetto originario di Berlusconi di un partito aperto alla società civile, un partito basato sulla responsabilità, la libertà, la solidarietà, il merito, una giustizia giusta e non usata strumentalmente come arma politica. Un partito moderato e non estremista.

Cosa direbbe ai vostri oppositori interni?
Credo che la bontà di questa posizione sia documentata dai fatti. La deriva estremista di alcuni consiglieri del presidente Berlusconi nella settimana che ha preceduto la fiducia al governo ha fatto perdere al Pdl otto punti percentuali. Dopo il voto di fiducia, che Berlusconi ha voluto, il Pdl ha recuperato quattro punti − sono dati di sabato − facendoci tornare davanti al centrosinistra. Beh, se questo è successo, una ragione c'è. Quindi, teniamo per buone le cose che accadono e smettiamola di parlare un linguaggio tutto rivolto al palazzo della politica.

Unità del partito dunque. A quale prezzo?
La tensione all'unità è sempre un valore positivo e credo che fino all'ultimo occorra lavorare per costruirla.

L'ipotesi di una lista popolare alle prossime europee che tenda dentro anche Scelta civica e Udc è fantapolitica?
Io credo che pensare di rifare, a tavolino, un centro che sia espressione di una speranza intellettuale e politica, sia pure riferita al Ppe, senza presa sugli elettori e non in sintonia con la nostra gente, sia un errore. Noi non dobbiamo fare un nuovo centro ma un grande centrodestra, e per raggiungere questo obiettivo il primo contributo è quello dei milioni di elettori che hanno votato Pdl e voteranno Forza Italia.

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
14/10/2013 - Un po' di "realismo" non guasterebbe (Luigi PATRINI)

Caro Lupi, ma se riconosci che a tenervi insieme nel Pdl è la leadership di Berlusconi, quando lui non ci sarà più, che cosa vi terrà insieme? Quale "idealità" farà da collante? Anche nel Pdl-FI c’è una forte componente laicista, come c’è nel Pd e in Sc. L'Udc non entusiasma, ma appare come il meno peggio e migliorabile. Bisogna ricostruire un centro-destra “nuovo”, ripartire da zero, senza dimenticare nulla: la scelta di Mauro è più realista e praticabile: chi ci sta, ci sta e si ricomincia! Obiettivo: la sezione italiana del Ppe. L’Italia ha tanti problemi, ma il “bello” dei nostri partiti è sempre stato che avevano una radice ideale e culturale: certo, in tanti facevano i loro interessi (anche se l’ideale e la cultura impongono sempre un po’ di moderazione), ma via un leader ne veniva un altro. Il Pdl e FI non può essere un partito come gli altri. Non ha struttura democratica al suo interno: finché Berlusconi paga per tutti, starete insieme e poi …farete come gli …avvoltoi nei film western: vi spartirete i “poveri” resti. Con quali vantaggi per l'Italia ed il Bene Comune? Chi vivrà, vedrà! Buon lavoro, comunque!