BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMNISTIA A BERLUSCONI/ Il giurista: perché non si parla della vera proposta di Napolitano?

Pubblicazione:

Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

In una simile situazione, tra carcerazione preventiva e sovraffollamento, come è immaginabile che nel contesto internazionale non arrivino pesanti condanne all'Italia? E infatti abbiamo una collezione invidiabile di condanne dalla Corte Europea sulla durata della carcerazione preventiva. Insomma, una situazione del genere non può essere affrontata sulla base di provvedimenti che, per loro natura, dovrebbero essere una tantum. Certo, c'è l'amnistia. C'è l'indulto. Si possono stipulare convenzioni internazionali per far scontare la pena ai detenuti stranieri nei loro paesi d'origine. E magari risparmieremmo pure qualcosa. Ma il problema reale che sta dietro a tutti questi discorsi è la necessità di arrivare ad una riforma complessiva del sistema giustizia.

C'è qualcuno che suggerisce la costruzione di nuovi carceri.
Per carità, si può fare di tutto e credere che le cose si risolvano riaprendo l'Asinara, come ho sentito negli ultimi giorni. Però così si continuano ad aggirare i problemi, giocando sulla questione Berlusconi sì/Berlusconi no. E i problemi non toccano soltanto le carceri e il processo penale. Ma scusi, che cosa può pensare un'impresa straniera che vuole fare affari in Italia quando, prima di investire, si informa sul paese dove vuole mettere i suoi soldi e si sente dire che in quel paese i tempi del processo civile vanno dai 5 ai 7 anni? Più l'appello o la Cassazione. Oppure quando gli si spiega come funziona la giustizia tributaria? Ammesso che glielo si riesca a spiegare. Si parla tanto di amministrazioni pubbliche inefficienti e da riformare. Ma il problema del processo in Italia è diventato fondamentale, sia nella dimensione civile che penale. E riguarda il futuro del nostro Paese. Il punto è avere la forza, il coraggio, la determinazione di rivedere nell'ordine i tempi del processo civile e penale e le modalità di lavoro degli uffici giudiziari.

Un esempio?
Il Tribunale di Torino è riuscito ad eliminare in modo sostanziale il proprio arretrato riorganizzando lo svolgimento del processo civile. Basterebbe guardare a quell'esempio. Sul versante penale, poi, negli ultimi 10-15 anni si è assistito ad una moltiplicazione delle fattispecie di reato al di fuori del codice. Reati di puro pericolo e reati costruiti in base ad esigenze di prevenzione generale sono all'ordine del giorno. E intasano le Corti. Andare avanti in questo modo non è più possibile.

Riassumendo, e lasciando da parte le polemiche politiche su come "salvare o meno Berlusconi", i provvedimenti di cui si sta parlando ora possono avere un senso?
Solo se sono inseriti in un contesto generale di riforma del sistema giudiziario. Altrimenti, fatta l'amnistia, tra qualche anno saremo daccapo con qualche nuova emergenza carceri. E con una giustizia civile che continua a favorire chi non paga. È questo è il problema reale di cui lei mi chiedeva all'inizio.

(Gianluigi Da Rold)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.