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J'ACCUSE/ Sansonetti: l'amnistia è cosa da statisti, e Renzi non lo è

Pubblicazione:martedì 15 ottobre 2013

Matteo Renzi Matteo Renzi

“La presa di posizione di Renzi contro l’amnistia non nasce da un ragionamento politico, ma da una pura e semplice ricerca del consenso. Il sindaco di Firenze non ha nulla a che fare con il giustizialismo di sinistra, a lui importa soltanto vincere la corsa per la segreteria del partito”. Lo afferma Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri ed ex direttore di Liberazione, dopo che il sindaco di Firenze ha polemizzato con il presidente Napolitano. Di fronte alla richiesta del capo dello Stato di un intervento del Parlamento per risolvere la questione carceri, Matteo Renzi ha ribadito: “Non mi sembra serio un nuovo indulto-amnistia dopo sette anni dall’ultimo. Non serio, non educativo e non responsabile”. Per Sansonetti, giova ricordare che dopo avere approvato l’indulto nel 2006, l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, fu oggetto di una “bastonatura squadrista” da parte dell’inchiesta “Why Not” di De Magistris, che “ha portato a centinaia di assoluzioni di persone che nel frattempo hanno avuto la vita rovinata e la carriera troncata”.

 

Sansonetti, da dove nasce la netta presa di posizione di Renzi contro l’amnistia?

Renzi è uscito con queste dichiarazioni perché pensa che gli possano fruttare dei consensi nella lotta per la segreteria del Pd. Fare l’amnistia è una mossa da statisti, oggi di statisti ce ne sono pochini e Renzi sicuramente non è tra loro. Il vero timone della politica oggi sono i sondaggi, e nessuno mai potrebbe fare un’amnistia sondaggi alla mano. Notoriamente si tratta di una misura impopolare, Renzi si limita a prenderne atto e a cercare di trasformare questa sua posizione in voti.

 

Dietro a questa volontà c’è anche un disegno politico?

Sicuramente Napolitano è un garantista e Grillo un forcaiolo, Renzi da questo punto di vista invece non è nulla. Ritengo che Renzi non sia né giustizialista né garantista, ma punti semplicemente ad avere il maggior numero di consensi possibili. Il sindaco di Firenze è più una macchina del consenso che un dirigente politico. Anche la sua stessa scelta di partecipare alla maratona è semplicemente un sistema per catturare consensi, tanto è vero che l’ultimo che fece qualcosa del genere fu Mussolini. Il Duce faceva l’atleta, andava a cavallo, nuotava, costringeva i gerarchi come Achille Starace a saltare il fuoco a torso nudo. Mostrava cioè la sua possanza fisica come dote politica. Renzi compie un’operazione simile. Non mi immaginerei mai Moro, Fanfani e Berlinguer che fanno la maratona, ma nemmeno Prodi o Berlusconi. L’ultimo è stato appunto Mussolini.

 

La sfida di Renzi ai vertici del Pd non è stata in fondo tutta di natura politica?


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COMMENTI
16/10/2013 - e chi sarebbe statista secondo Sansonetti? (umberto persegati)

Non mi risulta che Renzi sia mai stato al Governo Nazionale. Lo si definirà statista o no solo dopo che governerà, se mai arriverà a farcela. Certi atteggiamenti giovanilistici e certe uscite parolaie non piacciono sicuramente a tutti. Sulla questione dell'amnistia e dell'indulto la critica di Sansonetti è inaccettabile. Il rispetto della legge esige che le condanne siano eseguite, altrimenti è il caos. Se i fatti penalmente rilevanti sono eccessivi, anche per quelli di non di grande allarme sociale,, vanno depenalizzati; se le pene sono eccessive vanno ridotte; se i carcerati sono troppi e non si vogliono costruire nuove carceri, si devono applicare misure alternative al carcere, Ma non si può e non si deve procedere ad ogni emergenza ad amnistie ed indulti: queste misure , come i vari tipi di condono fiscale, edilizio, ecc. sono manifestazioni di un Stato non serio, offensivi per la stragrande maggioranza dei cittadini che rispettano le leggi.

 
15/10/2013 - Pensate a Sparta e ad Atene (Luigi PATRINI)

Cari amici che militate nel PD, non avete proprio nulla di meglio da "offrire"? Pensate di fare il pieno di voti con uno come Renzi? Se è così, questa volta bisogna dare ragione alla Bonino! Se Renzi è il "nuovo che avanza", non si sottrarrà alla legge della storia secondo cui "Il nuovo farà rimpiangere il vecchio". Ma se dovrete rimpiangere D'Alema, Occhetto, Bersani e compagni... Non vi resta proprio che ...piangere! E' vero, comunque, che ...se Atene piange, Sparta non ride!