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DIETRO LE QUINTE/ Folli: Napolitano? E' il bersaglio di Renzi e del partito dei giudici

Pubblicazione:mercoledì 16 ottobre 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Non c'è dubbio. La reazione di Matteo Renzi sta proprio in quella linea: arrivare al più presto al voto. La tenuta di Enrico Letta, il comportamento di una parte del Pdl ha ridato fiato al Governo e ha permesso allo stesso Napolitano di prefigurare un esecutivo che non ha una scadenza già prefissata, ma che può fare interventi incisivi. Infatti questo è l'invito che il presidente continua a chiedere. Il tutto ha spostato ovviamente un appuntamento elettorale che pareva imminente e quindi Napolitano è diventato un bersaglio principale. Di fatto, l'azione di sostegno del presidente al governo delle “larghe intese” ha rotto il gioco di una campagna elettorale imminente a cui molti sembravano già pronti.

 

Uno scenario preoccupante, vista la situazione politica ed economica dell'Italia.

E' una situazione inquietante, perché pare che in Italia ci si muova senza una visione, senza una reale comprensione dei problemi e ci si senta solo protagonisti in una perenne partita elettorale. Questo è un aspetto da considerare attentamente. Da un lato il governo deve incidere nella realtà italiana, dall'altro non è possibile che ci si muova in una consultazione elettorale continua. Se così fosse, andremmo incontro a una totale stagnazione politica ed economica. Alla fine anche Napolitano verrebbe indebolito da un governo che non prendesse misure giuste e necessarie.

 

Alla luce di questa sua analisi, anche il messaggio alla Camere assume un significato diverso rispetto alla partita principale. Sto parlando della proposta di amnistia e indulto.

Sappiamo che da tempo Giorgio Napolitano vuole una riforma del sistema giustizia italiano ed è inutile ripeterne i motivi più che legittimi. Ora, nel suo messaggio alle Camere, il presidente ha preso il problema per la coda, cioè dalla situazione carceraria italiana, per la quale il Paese viene condannato ogni “due per tre” dalla Corte di giustizia europea e dagli organismi internazionali. Ma non vi è alcun dubbio che Napolitano, pur additando questo problema, vuole dire che la giustizia non funziona e va riformata.

 

Ma in questo caso scatta un altro problema...

Certo, il fatto che il cosiddetto “partito dei giudici”, tanto per schematizzare e intenderci, questa riforma non la vuole fare. Tuttavia ci troviamo di fronte a un aspetto della vicenda che vede Napolitano come bersaglio. Il nodo della questione è che con l'azione di Napolitano questo governo rischia di diventare quasi un governo di legislatura e questo è insopportabile per chi si muove come in una campagna elettorale permanente.

 

(Gianluigi Da Rold)



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