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SCENARIO/ Caldarola: la nuova "egemonia" di Renzi può unire il Pd

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Sì, anche se Enrico Letta rappresenta un’altra logica. Innanzitutto si tratta di una logica più proporzionalista rispetto a quella nettamente più bipolare di Renzi. Il sindaco di Firenze appare inoltre più un uomo di movimento, Letta appare ed è più governativo. Sono due culture politiche che nascono dalla stessa matrice, il cattolicesimo liberal-democratico, ma che poi si differenziano nel loro sviluppo. Nei prossimi due mesi lo scontro sarà tra Cuperlo e Renzi, ma nella prospettiva i due “galli nel pollaio” sono Letta e Renzi.

 

Quello interno al Pd è un normale confronto politico o un conflitto lacerante?

Il tema del conflitto lacerante non esiste solo all’interno del Pd. Noi stiamo vivendo il fallimento della Seconda Repubblica, e quindi nessuno può immaginare quali saranno i partiti della nuova fase. In senso stretto il confronto nel Pd potrebbe non essere lacerante perché non si basa su una divisione ideologica. Tutti i contendenti dichiarano di avere più o meno gli stessi valori, ma ci può essere uno scontro di personalità più o meno acuto. E quella di Renzi è sicuramente una personalità ingombrante.

 

Quello che non è ancora emerso con chiarezza è quali siano i contenuti politici del sindaco di Firenze. Lei come lo colloca?

Renzi può fare il Tony Blair, cioè il liberal-socialista-cristiano. Ha quindi le qualità per sconfiggere la sinistra interna e nello stesso tempo ricomprenderla, puntando a un’egemonia a tutto campo. Qualora il sindaco di Firenze dovesse invece perdere la sua sfida, il centrosinistra diventà una sorta di arcipelago che qualcun altro cercherà di federare.

 

Un arcipelago è per definizione una realtà disomogenea …

Renzi ha la carta vincente per tenere unito questo mondo. I suoi avversari politici all’interno del Pd sono troppo legati al passato, quindi con tutto il peso di fallimenti e i rischi ideologici. Se Renzi dovesse fallire, si riaprirà una partita che risulterà però davvero difficile da giocare.

 

(Pietro Vernizzi)



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