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INTERCETTAZIONI/ Zanon (Csm): ma quale bavaglio, così il Garante tutela le indagini

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Telefoni sotto controllo  Telefoni sotto controllo

Quest’ultima consiste nel fatto che gli uffici di Procura tante volte non sono attrezzati per poter fungere da sale di registrazione. Le intercettazioni sono quindi raccolte fisicamente in un altro spazio e poi inviate a chi le deve ascoltare. Ci sono quindi due luoghi sensibili dove possono avvenire fughe di notizie, trafugamenti o duplicazioni non lecite. In questo senso è davvero auspicabile che il garante intervenga in questo modo.

 

Secondo alcuni però la mancanza di risorse trasforma le indicazioni del Garante in una sorta di bavaglio. Lei che cosa ne pensa?

Le misure del Garante riguardano la salvaguardia e l’organizzazione fisica e informatica e degli strumenti tecnici che lo stesso Csm in linea di massima ha raccomandato. Attraverso l’indagine conoscitiva del Consiglio superiore della magistratura, abbiamo acquisito la consapevolezza che vi era una certa libertà di comportamento nei diversi uffici. In questo modo ora il Garante cerca di dettare un’uniformità e delle regole di comportamento che reputo necessarie, proprio perché si tratta di tutelare la riservatezza dei dati, ma anche l’efficacia stessa dell’indagine.

 

Davvero ritiene che non esista un problema di carenza di fondi?

Ovviamente nelle Procure c’è un problema di risorse, ma discutendone con diversi colleghi togati all’interno del Csm è emerso che non occorrono grandi fondi per assumere alcune misure di prudenza. Comunque il provvedimento del Garante è comunicato anche al ministero della Giustizia per gli adempimenti di competenza. Spetta a quest’ultimo ove occorra il fatto di fornire gli strumenti per gli adempimenti pratici di queste disposizioni, che prevedono comunque quale termine il giugno 2014.

 

Perché allora il Csm ha aperto una pratica?

E’ normale che ciò avvenga, in quanto va valutata la ricaduta organizzativa. Mi attendo anche un tavolo al ministero che si occuperà di dare attuazione alle direttive, e cui parteciperanno anche alcuni membri del Csm. Si tratta comunque di adempimenti di un certo peso e rilievo che coinvolgono diversi uffici giudiziari ed è giusto che il Csm se ne occupi.

 

(Pietro Vernizzi)



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