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DIETRO LE QUINTE/ Il piano Alfano-Mauro-Berlusconi per "rifare" il centrodestra

Pubblicazione:sabato 19 ottobre 2013

Angelino Alfano e Mario Mauro (Infophoto) Angelino Alfano e Mario Mauro (Infophoto)

Per adesso la proposta del nuovo centrodestra, unita alla difesa di Berlusconi da Monti, guadagna ad Alfano il plauso temporaneo anche dei falchi del suo partito. Da Fitto e da Bondi viene però un secco avvertimento, che il ruolo effettivo di Berlusconi non è affatto in discussione. 

Di sicuro le grandi manovre al centro costituiscono la vera incognita delle prossime settimane, anche per il contributo che potrebbero dare all'instabilità dell'azione di governo. Quella instabilità cui Enrico Letta dice di essersi ormai abituato a sopportare.

Niente è difficile in questo complicato scenario. Si pensi alla situazione di Scelta Civica: se a Palazzo Madama la situazione è di 12 senatori contro Monti e 7 a favore (non sufficienti a garantire un gruppo autonomo), alla Camera la situazione è ribaltata. A Montecitorio il pallottoliere interno segnala 30 fedelissimi su 47 deputati, oltre ad alcuni incerti. Qui, insomma, il gruppo popolare non avrebbe i numeri per nascere, a meno dell'arrivo di una pattuglia dal Pdl. 

Ma anche fra i "lealisti" di Scelta Civica non tutti la pensano allo stesso modo: la maggioranza potrebbe approdare in Europa al gruppo liberale e democratico (Alde), ma qualcuno, come Andrea Romano, non nasconde di guardare con interesse a Matteo Renzi e al centrosinistra. Lo dimostra la partecipazione dello stesso Romano dieci giorni fa alla festa del Centro Democratico a Torre del Greco a un dibattito sulle alleanze che verranno con Guglielmo Epifani, Nichi Vendola e Bruno Tabacci. Una foto che − nelle ambizioni di chi c'era − potrebbe avere miglior fortuna della "foto di Vasto" del 2012, quella con Bersani, Vendola e Di Pietro.

Ma il vero primo banco di prova delle grandi manovre al centro sarà sulla decadenza di Berlusconi. Per Monti l'applicazione ferrea della legge Severino, voluta dal suo governo è un valore non negoziabile. Mauro nega che si sia parlato di voto contrario o di richieste di grazia nel pranzo al Circolo ufficiali. Ma Casini fa sapere di non aver ancora deciso come votare. Molti scenari futuri passano da lì, da una formula che garantisca al leader del Pdl un minimo di agibilità politica.



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COMMENTI
24/10/2013 - Ah, se il Cavaliere... (Luigi PATRINI)

Belle manovre... Ma come sarebbe stato tutto più semplice se il Cavaliere avesse ascoltato il suggerimento che Buttiglione gli diede un paio d'anni fa, quando gli consigliò di ritirarsi spontaneamente... Se ne sarebbe andato con tutti gli onori (ponti d'oro al nemico che fugge: l'onore delle armi non si nega mai a chi ha il coraggio di riconoscere la ...realtà!), senza pagare pegno, lasciando un ottimo ricordo di sé (come tutti quelli che capiscono che il loro momento è finito e si arrendono all'evidenza dei fatti) e tanti guai in meno al Paese (che ha grandi risorse ed energie, anche nel bel mezzo di una crisi da capogiro, come quella che sta colpendo il sistema economico e finanziario del mondo intero.