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VOTO DI FIDUCIA GOVERNO LETTA/ Senato, il discorso integrale del premier

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Ancora, sul Sud vogliamo vincere la grande battaglia contro la dispersione scolastica. Abbiamo stanziato i primi 15 milioni per far sì che il reclutamento della scuola batta il reclutamento della strada; che tutti i nostri ragazzi abbiamo diritto al futuro con l'istruzione. Perché al Sud, lo sappiamo, l'intensità di ogni problema è moltiplicata all'ennesima potenza. Perché al Sud, peggiore perfino della rabbia, rischia di essere la disillusione e lo scoramento di milioni di giovani: donne, innanzitutto; perché al Sud l'impatto devastante della crisi si accompagna all'effetto della rivoluzione perennemente annunciata e mai arrivata: quella fatta di secoli, di promesse mancate, di illusionisti, di scorciatoie, quella che allontana il Sud dall'Italia e rischia di allontanare l'Italia dall'Europa. A proposito di Europa, le prossime settimane saranno decisive per i fondi strutturali europei. Gli atti di programmazione del nuovo ciclo 2014-2020 vanno definiti, negoziati ed approvati entro i primi mesi del 2014. Le risorse del vecchio ciclo vanno spese assolutamente entro il 2015, pena il disimpegno. Abbiamo alle spalle un grande lavoro di ricognizione e razionalizzazione, culminato con la creazione dell'Agenzia per la coesione, proprio per impiegare al meglio i fondi europei di oggi e quelli che verranno. Non possiamo permetterci di buttare tanti soldi alle ortiche. Non siamo nelle condizioni di sprecare risorse, di sprecarle ancora. Le risorse, tanto più in questa stagione, dobbiamo impiegarle bene e laddove davvero servono a costruire futuro. E insisto su questo punto. Per noi italiani cultura e educazione dovranno essere il cuore della nostra riscossa. Abbiamo già cominciato a dare il primo segnale di inversione di tendenza con i due decreti di agosto e di settembre: "Valore Cultura" e "L'istruzione riparte". Sono forse tra i risultati di cui vado più fiero. La strada anche qui è tracciata. Se ci darete la fiducia la percorreremo con maggiore convinzione e slancio ancora. Cultura ed educazione devono essere il centro della nostra ripartenza. (Applausi dai GruppiPD, ScpI e Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Anche, e forse soprattutto da questo, dipende il nostro futuro in Europa e nel mondo. Al G8 e al G20 abbiamo intensamente lavorato per supportare la risoluzione politica del dramma siriano; ciò a dispetto dello scetticismo iniziale con il quale sono stati commentati certi interventi. L'intesa raggiunta nei giorni scorsi a New York da conto del nostro contributo e riflette anche la posizione italiana, sulla quale, peraltro, hanno finito per convergere anche gli altri Paesi europei: centralità delle Nazioni Unite, condanna inequivocabile dell'utilizzo delle armi chimiche, massimo impegno nell'aiuto umanitario per il dramma senza precedenti di oltre 2 milioni di rifugiati. 


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