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VOTO DI FIDUCIA/ Giovanardi (Pdl): con il nostro voto nasce il Ppe italiano

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Ma certo. Io ieri sera gliel'ho detto: tu hai tutte le ragioni del mondo, devi andare in Senato e spiegare le tue ragioni. Dire che è stata violata la Costituzione, che sei stato assolto più volte in Cassazione per lo stesso fatto, che è una mascalzonata farti decadere da senatore per indegnità morale. Se però fai cadere il governo per questo, passi dalla parte del torto…

Lo vostra operazione si ispira al Ppe?
Ma il Pdl fa già parte del Ppe e dunque siamo sulle sue posizioni da sempre. Il Pdl è nato come costola del Partito popolare europeo.

Avete la "benedizione" di Angela Merkel, che ieri ha telefonato a Enrico Letta augurandosi la stabilità.
Non è un mistrero che la neonata Forza Italia, non facendo parte del Ppe, sarebbe un problema politico.

Si è parlato di una quarantina di senatori pronti a sostenere Letta, conferma?
Sì. Speriamo di convincere Berlusconi, che per le ragioni che dicevo prima non può non accettare questa linea. Tutto questo, sia chiaro, non vuol dire che non siamo alternativi al Pd. Appena esaurito il programma delle larghe intese, si torna a votare su posizioni alternative, ma con una legge elettorale che permetta di stabilire chi vince e chi perde.

Neanche lei vuole votare più con il porcellum.
Ma le pare? Sono due anni che c'è un concerto univoco contro il porcellum, che sia un sistema elettorale sbagliato non è in discussione. Cosa facciamo, votiamo ancora col porcellum? L'occasione per cambiarlo è offerta proprio da questo governo.

Voi senatori pronti a votare Letta siete più favorevoli a un governo di breve durata che si limiti allo stretto necessario, o ad un esecutivo che arrivi fino al 2015?
Ieri Berlusconi ha detto: facciamo la legge di stabilità e i provvedimenti su Iva e Imu in una settimana; bene, l'indicazione politica è giusta, ma per fare queste cose ci vogliono mesi. Quindi se questo governo conferma di voler lavorare nei tempi che si era dato fin dall'inizio, e cioè avendo come orizzonte il 2015, è una cosa assolutamente ragionevole.

Come la mettete con i vostri avversari nel partito, i Verdini e le Santanchè?
Se sono in minoranza se ne faranno una ragione. Se non vogliono più stare nel Pdl e fare Forza Italia, vorrà dire che avremo un centrodestra articolato in maniera diversa.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
03/10/2013 - Giovanardi: commovente e simpatico democristiano (Claudio Baleani)

Giovanardi è simpatico. E' anche un combattente. Una domanda. E dopo che ha sconfitto l'ala oltranzista (Santanché e Bondi, che si fanno male da soli senza bisogno di nessuno) e magari scavato un fosso invalicabile piantando la sua bella bandiera del PPE, della DC, del sacro gral cattolico che si fa? Alle elezioni che succede? Va a fare le solite riunioni infinite con Monti, Casini (e la favolosa Borletti Buitoni Vien dall'Acqua) per ottenere la sommatoria a risultato invariato? Del tipo: Monti 20% (questo era il risultato pronosticato da tutti) + Casini 8% + Giovardi 6%= 7%? La politica non credo si possa fare a simpatia.

 
02/10/2013 - Auguri ai 40 pidiellini (Giuseppe Crippa)

Fa piacere vedere che alcune persone che professano idee che condivido sembra stiano raddrizzando la schiena… Spero però non si perdano in una diatriba sulla proprietà del nome e/o del logo del PdL anche se la visione di Giovanardi mi sembra giuridicamente fondata: sono i "falchi" i veri dissidenti di un partito che ha un'anima moderata e l'interprete della linea politica di un partito è il Segretario politico e non il presidente (carica più o meno onorifica in ogni partito italiano)