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VOTO DI FIDUCIA/ Giovanardi (Pdl): con il nostro voto nasce il Ppe italiano

Pubblicazione:mercoledì 2 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 2 ottobre 2013, 18.45

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, è il primo a uscire allo scoperto. La notizia arriva nel primo pomeriggio di ieri ed è di quelle che cambiano il quadro politico: 40 senatori del Popolo delle libertà sono pronti a dare la fiducia a Enrico Letta. L'esponente del Pdl lo conferma a SkyTg24: "siamo più di 40 senatori" pronti a sostenere Letta, "gli scissionisti sono i falchi". Dunque era vero, la riunione di lunedì sera nella quale Berlusconi era risultato l'unica voce del Pdl (addio al governo Letta) non aveva risolto i problemi, semmai aveva solo nascosto le braci sotto la cenere. La spaccatura c'era, e si è approfondita con il passare delle ore. Alla fine lo stesso Alfano ha dato la linea al partito: si vota la fiducia.

Senatore Giovanardi, cos'è accaduto?
Non ha visto l'ultima dichiarazione di Angelino Alfano? Votiamo la fiducia.

Però Berlusconi nella riunione di ieri sera aveva detto conclusa l'esperienza del governo Letta.
È successa una cosa molto semplice: c'è stato un esercizio di democrazia. Quando Berlusconi ha detto: chiudiamo l'esperienza del Pdl e rifacciamo Forza Italia, io ho detto: scusate, ma chi come me in Forza Italia non c'è mai stato, cosa fa? Io ho aderito al Pdl, il Pdl fa parte del Ppe, e lì rimango. Se qualcuno vuole creare una nuova Forza Italia, lo faccia, noi abbiamo un gruppo del Pdl alla Camera e al Senato e lì stiamo.

È scissione?
Ma quale scissione. Semplicemente, chi non vuol più far parte del Pdl andrà a fare una cosa diversa. Sia chiaro: difendiamo Berlusconi contro la mascalzonata che gli si vuol fare in Giunta per le elezioni del Senato. Ma riteniamo che questo governo sia l'unico possibile, in questo momento, per fare la riforma elettorale e le quattro cose necessarie per uscire dal buio. Lo credono Alfano, Lupi, Quagliariello, Lorenzin, De Girolamo, Giovanardi, Sacconi, Formigoni e altri. Riteniamo che sia giusto e opportuno continuare questa esperienza di governo.

Non temete un'espulsione dal partito?
Guardi, forse non ci siamo capiti: è il segretario del partito che ha chiesto di votare la fiducia. Dovremmo essere espulsi perché facciamo quello che dice lui?

Una bella inversione di rotta. Una vittoria, dal vostro punto di vista.
Il paese ragionevole, che lavora e produce, laico e cattolico, si rende conto che la scelta di andare alle elezioni anticipate è sbagliata. Se le cose vanno come penso… Berlusconi è una persona intelligente, ha senso politico, ieri gli ho parlato a lungo, sulla decadenza ha ragione, ma penso e spero che prenderà atto della nostra scelta, dell'orientamento strategico che è emerso e che è quello di non mettere in crisi il governo.

Sta dicendo che sperate di avere Berlusconi con voi?


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COMMENTI
03/10/2013 - Giovanardi: commovente e simpatico democristiano (Claudio Baleani)

Giovanardi è simpatico. E' anche un combattente. Una domanda. E dopo che ha sconfitto l'ala oltranzista (Santanché e Bondi, che si fanno male da soli senza bisogno di nessuno) e magari scavato un fosso invalicabile piantando la sua bella bandiera del PPE, della DC, del sacro gral cattolico che si fa? Alle elezioni che succede? Va a fare le solite riunioni infinite con Monti, Casini (e la favolosa Borletti Buitoni Vien dall'Acqua) per ottenere la sommatoria a risultato invariato? Del tipo: Monti 20% (questo era il risultato pronosticato da tutti) + Casini 8% + Giovardi 6%= 7%? La politica non credo si possa fare a simpatia.

 
02/10/2013 - Auguri ai 40 pidiellini (Giuseppe Crippa)

Fa piacere vedere che alcune persone che professano idee che condivido sembra stiano raddrizzando la schiena… Spero però non si perdano in una diatriba sulla proprietà del nome e/o del logo del PdL anche se la visione di Giovanardi mi sembra giuridicamente fondata: sono i "falchi" i veri dissidenti di un partito che ha un'anima moderata e l'interprete della linea politica di un partito è il Segretario politico e non il presidente (carica più o meno onorifica in ogni partito italiano)