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DOPO MONTI/ Adinolfi: la Scelta civica del prof e di Ichino può andare con Renzi

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E’ senatore a vita, non ha bisogno di essere candidato.

Per le Europee sì. E se vuole tornare ad avere un ruolo di prestigio in Europa dovrà pur aver una forza politica che sostiene la sua candidatura.

E’sufficiente che lo sostenga il governo. E qualunque esecutivo avrebbe tutto l’interesse a farlo. Attualmente, nessuno in Europa e ritenuto autorevole come lui e le difficoltà che abbiamo avuto in passato ogni volta che abbiamo proposto un nostro candidato in commissione, con Monti non si riproporrebbero.

Cosa ne sarà, invece, di Scelta civica?

Questo è fondamentale. Si tratta pur sempre di un’esperienza che ha raccolto 3 milioni di elettori. Non credo che i cosiddetti montiani, come Pietro Ichino, Ilaria Borletti Buitoni, Linda Lanzillotta, o Alberto Bombassei, possano accettare di essere diluiti in una novella Udc. Addirittura, dato che tra sette mesi si vota alle europee, non credo che un raggruppamento con Mauro, Formigoni e Casini possa avere neanche metà della capacità di attrattiva che ha avuto Scelta civica.

Quindi?

Vede, Monti, bacchettando il governo Letta, e imputandogli l’asservimento al Pdl, come sulla vicenda dell’Imu, non solo ha detto la verità, ma ha espresso quella linea riformista che rappresenta una spazio politico ancora da riempire.

Da chi?

Probabilmente non da Monti in persona, ma dai montiani.

Una formazione di questo genere può ottenere consensi che non siano da prefisso telefonico?