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DOPO MONTI/ Adinolfi: la Scelta civica del prof e di Ichino può andare con Renzi

Pubblicazione:lunedì 21 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 21 ottobre 2013, 11.57

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Certo. Il Paese ha bisogno di riformisti autentici. E, attorno ai temi che costoro promuovono, si può raccogliere il consenso. 

Non crede che, più che un centrino come quello descritto da lei, potrebbe crearsi un centrodestra formato dalle colombe del Pdl, da parte di Scelta Civica e da parte dell’Udc, in alternativa a Forza Italia?

Certo, è possibile. Tuttavia, se un elettore di centrodestra trova, sulla scheda: una  lista riconducibile a Berlusconi, un’altra con i nomi di Lupi, Alfano, Mauro e Casini e un’altra ancora con i riformisti di centro, secondo lei chi vota.

Ce lo dica

Finché c’è Berlusconi, vince Berlusconi. Ma, nella sfida tra i riformisti di centro e gli ex Dc, mi pare evidente che la partita volga in favore dei primi. Non solo: se Renzi è rimasta la persona lucida che ho conosciuto, quella che aveva sposato in pieno la prospettiva di Pietro Ichino, sappia che un centro di questo genere rappresenterebbe per lui un’autostrada spianata.

Ora le varie anime di Scelta civica come si comporteranno con il governo?

Continueranno a sostenerlo, con poche sfumature e qualche distinguo.  

 

(Paolo Nessi)



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