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Politica

SCENARIO/ Polito: Monti è la prova che Berlusconi tiene sotto scacco Alfano

I moderati, spiega ANTONIO POLITO, potevano conquistare il Pdl e impedire la nascita di Forza Italia. Invece, pare che si stiano limitano a costruirsi una via di fuga

Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)

Berlusconi e tutto ciò che gli sta intorno gli provocano irritazione e insofferenza. Anche questo è uno dei motivi per i quali Monti ha lasciato la guida di Scelta civica. Non ha digerito il tentativo di dialogo di Mauro e Casini con l’ex premier. Lo ha fatto presente a In 1/2 mezz’ora. Precisando che un accordo con un Pdl deberlusconizzato non sarebbe stato il peggiore dei mali. Ecco, il punto è ancora questo: che fine ha fatto quel cammino di “normalizzazione” inaugurato con il voto di fiducia al Senato, quando i ministri del Pdl, l’ala più moderata, vinsero la loro battaglia contro Berlusconi, obbligandolo a sostenere il governo? Allora sembravano in procinto di obbligarlo alla resa. Oggi le cose, spiega Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, sono cambiate.


Ha ragione Monti, il Pdl è ancora saldamente in mano a Berlusconi?

Anzitutto, va rilevata una critica di merito che andrebbe ascoltata con una certa attenzione: Monti ha sempre affermato che, dopo la stretta da lui compiuta che ha riportato i conti pubblici sotto il tetto del 3% al rapporto deficit/Pil, fosse necessario ridurre le tasse sul reddito personale e sul lavoro per stimolare la ripresa. In tal senso, nella fase finale del suo governo, propose la riduzione dell’Irpef per due scaglioni di reddito. Sia il Pdl che il Pd bocciarono l’ipotesi, affermando che non era quello il modo per spendere il bonus fiscale che avevano a disposizione. Oggi si è riproposta una situazione analoga: il cuneo fiscale non si è potuto ridurre con la necessaria energia perché si sono sprecate risorse sull’abolizione dell’Imu.


Ha anche spiegato che il governo è succube del Pdl più berlusconiano.

Ha parlato di governo del disfare riferendosi, in particolare, all’Imu. La sua abolizione, effettivamente, fu la condizione posta dal Pdl per far parte del governo. Tuttavia, oggi la situazione è estremamente diversa. Possiamo dire che il governo è stato succube del Pdl finché il Pdl ha avuto una guida; oggi la situazione si è pressoché ribaltata, perché il Pd è in procinto di avere la guida. In sostanza, la compagine ministeriale si è sempre appoggiata sul più forte.


Monti ha anche detto che non si può ricostruire un centrodestra di stampo liberale, europeo e moderato finché resta in ballo Berlusconi.

Certo, tuttavia, per evitare che Berlusconi resti un ingombro, è necessario fare politica. E cercare di accelerare questo processo.

Il processo è in atto?