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DOPO MONTI/ Albertini: vi spiego il "golpe" (da sinistra) su Scelta civica

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Anzitutto, i 23 senatori che avevano sottoscritto un documento per annunciare che avrebbero votato la fiducia al governo, e i 32 che avevano annunciato l’astensione. Costoro si erano rivoltati contro la linea di cupio dissolvi di Berlusconi e dei falchi.

 

Da allora, tutto è cambiato. Nel Pdl, la rivolta sembra rientrata.

Il processo si è fermato perché, evidentemente, prima di fare un’operazione così traumatica stanno cercando una soluzione diversa. Le dico, in ogni caso, che nella fase di formazione delle liste di Scelta civica, molti parlamentari del Pdl diedero la loro disponibilità. Furono tutti rifiutati.

 

Si riferisce a Formigoni?

Non solo. La situazione giudiziaria di Formigoni, dalla quale spero ne esca completamente indenne, era incompatibile con i criteri di “arruolamento” che erano stati fissati. Invece, tanti altri insospettabili, di cui non voglio fare i nomi, furono scartati per un semplice motivo: provenivano dal Pdl.

 

E allora?

La dirigenza di Scelta civica proveniente da Italia Futura, alias da Andrea Romano, guarda a sinistra.

 

Montezemolo guarda a sinistra?

Lui, non lo so. Romano, di certo. La più grande contraddizione di Scelta civica, quella che ci ha fatto dimezzare i voti, è stato lo scostamento tra eletti ed elettori. I primi, provengono da sinistra. I secondi, come le analisi dei flussi elettorali rivelano, dal centrodestra.

 

Alla luce di tutto ciò, che ne sarà di Scelta civica?

Non faccio previsioni sul futuro. Posso dire cosa farò io personalmente.

 

Ci dica.

Io e tanti altri cercheremo di riunire i moderati che, per lo più, sono finiti nell’astensionismo. O che, come ho fatto io, sono confluiti con Monti, convinti che avrebbero avuto più incisività politica. Se questo non è avvenuto in una prima fase, come è evidente, non è detto che non debba avvenire in futuro; allargando il quadro delle alleanze, ed includendo, invece che escludendo come si fece nella compilazione delle liste.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
22/10/2013 - i moderati non sono il bene assoluto (francesco taddei)

monti,letta.prodi,tremonti,amato. sono questi moderati che ci hanno portato a una crisi prolungata che oltrepassa le generazioni. l'europa toglie la sovranità agli stati membri(giusta solo quella sul vincolo di bilancio, visto che le nostre economie sono interconnesse) sul piano culturale con dei diktat e la grande coalizione ppe-pse (che negli stati si fronteggiano) sono la loro longa manus, tutt'altra cosa dalle idee di don sturzo.