BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Sapelli: il risiko del centro fa "gongolare" Beppe Grillo

Pubblicazione:martedì 22 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 22 ottobre 2013, 8.29

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Non si può che gioire dell’iniziativa sul piano delle intenzioni sopradette, senonché per inverarle necessitano i voti di un elettorato che forse i bacini delle singole personalità e delle rappresentanze funzionali son troppo ristretti per raccogliere e da essi far scaturire rappresentanze in grado di invertire la rotta. Sia chiaro che la rotta bisogna invertirla in Europa. Invece molti di codesti benemeriti pensano che basti agire sui conti italici, illudendosi di poterlo fare senza cambiare le regole teutonico-centriche. Tutto risponde alla signora Merkel a Bruxelles, anche gli uscieri. Non a caso gli inglesi hanno fatto un passo indietro e altri ne faranno rinsaldando di nuovo il legame con gli Usa nonostante l’impasse siriano.

E poi: c’è veramente spazio per un nuovo centro? Perché non me li vedo divenir socialisti codesti signori. E questo centro per affermarsi veramente, come ci ricorda Lodovico Festa, dovrebbe, come i centri europei, inglobare e neutralizzare le destre isolando di esse le estreme. Solo il Pdl con Berlusconi (e dopo chissà) è stato in grado di far ciò. E codesti signori non mi paiono in grado di parlare alle massaie affamate e ai cassaintegrati e agli imprenditori piccoli e piccolissimi disperati, che scoperchiano il tetto dei capannoni per non pagare l’Imu che li distruggerebbe. Si va quindi verso un’ulteriore frammentazione del potere in Italia che io ho paventato nel mio ultimo libro “Chi comanda in Italia”, edito da Guerini. Ancor più si allargherà il vuoto dei poteri e del potere e il pericolo è che il governo - anche se durerà - rimanga con una base sociale sempre più ristretta appoggiato solo dal terminale del Quirinale, che in tal modo si rivelerà sempre più debole, sino a venir abbandonato dagli Usa di cui sinora gode di una fiducia quasi illimitata.

Un pericoloso divario tra Paese legale e Paese reale rischia di allargarsi senza speranza, preparando una slavina pericolosissima per la tenuta istituzionale del Paese. Odo il passo cadenzato di nuove camicie brune nazionaliste e antieuropee… Non vorrei, allora, assistere a nuovi discorsi di Obama, questa volta non al Cairo ma a Roma, dove s’ invoca una primavera senza speranza e che avrebbe come beneficiario solo un attore che non sono in grado di definire politico, ma già ben presente in Parlamento e che fa paura solo evocare - se non si è spericolati come Bersani - come attore di governo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
22/10/2013 - Conclusione: (Ruben Varisco)

Abbiamo il governo che meritiamo