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Politica

ANTIMAFIA & BINDI/ Bruno Bossio (Pd): una nomina che non piacerà a Santoro e Travaglio

La cattura di Bernardo Provenzano (Infophoto)La cattura di Bernardo Provenzano (Infophoto)

Fornire un indirizzo politico volto a rafforzare gli strumenti in mano alle forze dell’ordine e alla magistratura, e sostenere chi svolge un’attività culturale ed educativa di contrasto al mondo mafioso.

 

Prendiamo il caso di Comuni in cui c’è il sospetto di infiltrazioni mafiose.

La commissione potrebbe entrare nel merito delle vicende prima che la situazione esploda. Senza aspettare, cioè, l’intervento del ministero dell’interno.

 

Non crede che compito della commissione sarà anche quello di riflettere sulla spettacolarizzazione di alcune inchieste?

Beh, lei sta parlando con una che è stata “vittima” di De Magistris.

 

Ci racconti.

La bufala Why Not parte da un’inchiesta che mi ha riguardato.  Ecco, nonostante dovrei essere considerata un simbolo per chi crede nella giustizia, perché sono state assolta sia in primo che in secondo grado da accuse infamanti, ho, ormai, il marchio dell’impresentabile. Che mi è stato imposto, per l’appunto, dai professionisti dell’antimafia. Purtroppo, la giustizia, oltre che dal potere giudiziario, viene amministrata dal quarto potere, in grado di comminare a piacimento la pena aggiuntiva della gogna mediatica. Detto questo, non credo che sia compito della commissione porre rimedio alla politica, ma della politica in generale.

 

Come?

Il problema di fondo riguarda un certo rapporto tra magistratura inquirente e politica. Quest’ultima, per riacquistare dignità di fronte ai pm, dovrebbe riaffermare il garantismo. Dovrebbe, quindi, rimettere al centro la Costituzione. Sembra banale dirlo, ma nessuno può essere considerato colpevole fino a quando non è stata emessa nei suoi confronti una condanna definitiva. Oggi, è sufficiente essere indagati o rinviati a giudizi per essere considerati dei lestofanti. 

 

(Paolo Nessi)

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