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SPILLO/ Favia (ex M5S): vi spiego perché Grillo e Casaleggio hanno virato a destra

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Per quanto li abbia sempre conosciuti molto bene, sono sempre stati imperscrutabili. Quel che è certo, è che hanno compiuto delle giravolte clamorose.

 

Quali, per esempio?

Come le dicevo, l’M5S nasce a sinistra ma, ormai, si colloca a destra.

 

Come fa a dirlo?

I grillini sono contro l’intervento pubblico, sono liberisti, e vorrebbero privatizzare in blocco la Rai. Hanno più volte, inoltre, ripetuto che le frontiere vanno chiuse. E Grillo e Casaleggio hanno pesantemente ammonito i due parlamentari che, in commissione Giustizia, avevano fatto approvare l’abolizione del reato di clandestinità. Inoltre, con la crisi di Monti e di Berlusconi, sanno che avranno ancora più facilità a intercettare quel bacino elettorale.

 

Gli eletti, tuttavia, non sono di destra.

Le assicuro che guadagnano molto più di quanto percepivano prima di entrare in Parlamento. Hanno, inoltre, segretarie e giornalisti che li inseguono. La gran parte di loro non ha una caratura ideale così forte e, pur di mantenere i privilegi, accetteranno di buon grado la svolta a destra del movimento.

 

Qual è l’obiettivo di Casaleggio, in merito alla legge elettorale?

Mantenere il porcellum. Una legge schifosa che può consentire a chi ha pochi voti di governare. E, con la capacità di marketing di Grillo, non è esclusa una vittoria alle elezioni. Se si passasse a un sistema elettorale proporzionale, l’M5S sparirebbe perché sarebbe obbligato a un confronto politico.

 

Com’è possibile che Di Battista sia uno degli uomini di punta del movimento?

Perché, pur non essendo mai stato particolarmente attivo, è molto bravo nel marketing elettorale. Peraltro, ha le idee piuttosto confuse. Ha ammesso lui stesso di aver votato Veltroni.

 

Ha anche detto che si è pentito, e che era talmente antiberlusconiano da pensare che il Pd fosse qualcosa di diverso dal Pdl.

Oggi fa l’integralista. All'epoca, quindi, avrebbe dovuto votare, per lo meno, Bertinotti. Quando, oltretutto, votava Veltroni, io ero già un grillino. E noi, Veltroni, lo chiamavamo “Topo Gigio”.

 

(Paolo Nessi)

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