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SCISSIONE "SC"/ Olivero: i montiani con Renzi, noi facciamo il Ppe

Pubblicazione:giovedì 24 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 ottobre 2013, 11.16

Andrea Olivero (Infophoto) Andrea Olivero (Infophoto)

Scelta civica rischia di sparpagliarsi nell’etere come pulviscolo. Monti ha lasciato e, l’altro ieri notte, la dirigenza del partito si è lasciata con l’Udc. Di quel che resta, poi, le incomprensioni rischiano di condurre ad una vera e propria scissione. La scissione dell’atomo. Il senatore Andrea Olivero ci spiega come stanno effettivamente le cose, e il suo progetto per ricondurre le frammentazioni all’unità.

 

Cosa sta succedendo nel suo partito?

Fondamentalmente ci sono due correnti. Una è connessa all’idea liberaldemocratica, è capeggiata da Andrea Romano e ne fanno parte, per citarne alcuni, Pietro Ichino, Ilaria Borletti Buitoni e Gianluca Susta. In essa alcuni, e mi riferiscono soprattutto a Romano, guardano a sinistra e in particolare al mondo renziano, tanto da aver ipotizzato liste comuni per le Europee. Molti altri, invece, hanno il desiderio di individuare, assieme alla corrente popolare, una sintesi che consenta di creare un progetto alternativo ai due poli.

 

Ci parli dell’altra.

E’ costituita, tra gli altri, da Lorenzo Dellai, Mario Giro, Mario Mauro e dal sottoscritto. Rappresentiamo, per semplificare, la corrente popolare. Immaginiamo, cioè, un movimento collocato all’interno del Ppe, nient’affatto subordinato al Pdl, e con l’ambizione di diventare forza maggioritaria, nonché il punto di riferimento dei moderati.

 

Quanti siete?

Nei gruppi parlamentari siamo maggioranza al Senato e minoranza alla Camera. Nell’insieme del partito, tuttavia, siamo probabilmente la maggioranza.

 

Vi scinderete, o no?

Difficile dirlo adesso. Tuttavia, registro una forte volontà di ricondurre le correnti ad unità.

 

Chi l’ha voluta la separazione dall’Udc?

Quanti hanno ritenuto di dar seguito al giudizio, a mio avviso in parte eccessivo ed esagerato, del presidente Monti, che ha imputato a Fini e Casini la sconfitta. Sono state le componenti liberal-montiane del partito che, pur non rappresentando la maggioranza del movimento, hanno voluto imputare all’Udc le nostre difficoltà.

 

Quanto ha pesato il pranzo tra Monti, Mauro e Casini?

Ha pesato non poco. E non tanto perché, come si è cercato di far apparire sui media, Mauro abbia tentato un riavvicinamento con Berlusconi in chiave subalterna; chi lo conosce, infatti, sa benissimo che la rottura con Berlusconi fu pienamente consapevole e che ora il ministro non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro. La realtà è che si è intravisto in Mauro una leadership non coordinata con quella di Monti. Può anche darsi che Monti abbia avuto legittimamente di che lamentarsi. Tutto questo, però, avrebbe dovuto portare ad un confronto, non ad un’accusa di lesa maestà.

 

Non potreste fondervi con i moderati del Pdl?


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COMMENTI
27/10/2013 - scissione (andrea sartori)

Coraggio il PPE è la prospettiva. Gli inguaribili populisti si tengano i loro pifferai magici. Mauro e Olivero meritano tutto il nostro sostegno.

 
24/10/2013 - Abbiamo già dato! (Carlo Cerofolini)

Premesso che oltre a essere noto che di buone intenzioni è lastricata la via che porta all’Inferno, indubbiamente in questa proposta c’è del buono e del nuovo, solo che il nuovo non è buono e il buono non è nuovo. Inoltre vorrei far notare che la cosiddetta moderazione sarebbe bene non considerarla un valore in assoluto quando la situazione è molto critica – come lo è in Italia sotto tanti, troppi aspetti fondamentali – in conseguenza di ciò occorrerebbe invece tener presente che: 1) “Al massimo ardimento corrisponde suprema saggezza” (von Clausewitz); 2) “L’estremismo in difesa della libertà non è un vizio, la moderazione per l’affermazione della giustizia non è una virtù” (Cicerone). Quindi basta con la riproposizione di vecchie fumose e fallimentari formule. Abbiamo già dato!

 
24/10/2013 - commento (francesco taddei)

non si rassegnano al fatto che berlusconi ha un proprio grande elettorato e i vecchi centristi cercano di prenderglielo senza conquistare voti. prendiamoci il pdl epurando il capo e chiamiamolo centro. c'è una fetta di elettorato che vuole meno tasse e meno stato e ve ne accorgerete.

 
24/10/2013 - scissione "SC" (Paolo Cantoni)

qualcosa di nuovo? ho una certa età e questo nuovo che prospetta Olivero mi sembra molto vecchio. socialdemocrazia? ma dove la vede? Olivero vuole forse una sussidiarietà centralizzata e statalizzata come spesso la pensano i politici cattolici di sinistra (Monti poi non sa neppure che esiste questo termine ed era il leader? un ppe europeo? perché Mauro non e stato in Europa a spiegare (e combattere per) cosa è la sussidiarietà in uno stato forte ma leggero, invece di finire come inutile ministro della difesa, un centro sinistra, ancora una nuova dc mascherata? spero di non vedere realizzato questo disegno.

 
24/10/2013 - Davvero interessante! Qualcosa finalmente si muove (Luigi PATRINI)

Bene la posizione di Olivero. Spero che Mauro e lui convincano anche altri di SC: bisogna che davvero i più consapevoli dei cattolici italiani, superando comprensibili tensioni, cerchino di dar vita ad una politica davvero "moderata", cioè attenta ai problemi reali della gente e capace di privilegiare il bene comune su quello di alcuni. Pochi (forse) ma buoni (speriamo!) potrebbero diventare davvero il catalizzatore che manca oggi per raccogliere e unire in una prospettiva utile e costruttiva il meglio che è presente anche nelle altre forze. Coraggio, la strada sarà lunga e difficile: auguriamoci che anche i veri "moderati" presenti certo nell'UDC,nel PdL, nel PD e -perchè no? visto che qualcuno c'è anche nel M5S- anche in altri gruppi abbiano un sussulto di consapevolezza e si "smarchino" da capi e capetti che pensano solo a sé stessi o - al massimo - al proprio partito. Auguriamo loro buon lavoro! E - come diceva anche Letta - non dimentichiamoci di dire anche una preghiera per loro e per il nostro Paese!