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Politica

CAOS PD/ Caldarola: ticket Renzi-Cuperlo con Letta al Quirinale

Secondo PEPPINO CALDAROLA, è del tutto improbabile che Gianni Cuperlo, destinato con ogni probabilità ad essere sconfitto da Renzi, decida di dar vita ad una scissione all’interno del Pd

Gianni Cuperlo (Infophoto)Gianni Cuperlo (Infophoto)

E’, indubbiamente, il candidato più di sinistra, il più mite, quello che piace di più a buona parte degli iscritti e alla dirigenza - ma soprattutto a D’Alema -, nonché il più colto. Sul proprio profilo sul sito del Pd, ci ha tenuto ad aggiungere la postilla: «considero Joe R. Lansdale un genio e il più grande scrittore contemporaneo». E’ tutto questo, ma non vincerà. Salvo eccezionali imprevisti, la segreteria sarà conquistata da Renzi. Ciò non significa che la sua presenza nel Pd sia destinata all’irrilevanza, tutt’altro. Abbiamo chiesto a Peppino Caldarola, giornalista e scrittore, quale sarà l’influenza di Cuperlo nel Pd post-congresso. E abbiamo pure ipotizzato uno scenario in cui dovesse vincere.

Come sarà la convivenza tra Renzi e Cuperlo?

La prima ipotesi è che Cuperlo mantenga la guida del suo elettorato e incalzi Renzi da posizioni più classicamente di sinistra. Avremmo un partito di sinistra europeo, con un corpo centrale moderato e riformista e un’ala di sinistra. E’ lo schema più tradizionale; la seconda è che Renzi non voglia presentarsi come il capo di una grande melassa, ma rivoluzioni gli schemi di gioco. Cuperlo, a quel punto, se vorrà fargli opposizione, dovrà farlo in nome della tradizione tradita o proporre lui stesso un nuovo schema di gioco; la terza, è che ci sia un accordo tra i due, in cui lo sconfitto entra a far parte della gestione del partito, sul modello Bersani-Franceschini. La quarta è quella della scissione.

Qual è quella più probabile?

Quella dell’accordo.

E la meno probabile?

La scissione. Sono certo che Cuperlo non ha nessuna intenzione di lasciare il Pd.

Cosa ne sarà del governo in caso di vittoria di Cuperlo?

Al di là della sua mitezza, una sua vittoria indicherebbe che il maggiore partito di governo si è spostato talmente a sinistra che difficilmente potrebbe essere compatibile con un quadro in cui Letta è l’esponente più significativo. Cuperlo, a quel punto, inizierebbe a “graffiare” da sinistra. Graffi che potrebbero essere letali per il governo.

Cosa ne sarà, invece, di Letta?