BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

GIUSTIZIA/ L’associazione magistrati: la legge Severino va cambiata

Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, inaugurando il congresso, ha invocato modifiche al testo della legge Severino su corruzione, indulto e amnistia.

Immagine d'archivioImmagine d'archivio

Il presidente del Associazione Nazionale Magistrati, Rodolfo Sabelli, nel corso del XXXI congresso dell’Anm, ha invocato correttivi alla legge Severino sulla corruzione, amnistia e indulto, parlando di come tutte le mosse fatte finora in merito siano state solamente “soluzioni effimere e provvisorie” che devono essere completate e migliorate con “ampi rimedi strutturali”. "Occorre intervenire alla luce dei profili critici evidenziati dalle sue prime applicazioni e nella persistenza di gravi e diffusi fenomeni di corruzione”, ha poi aggiunto, tentando di mettere anche un freno agli attacchi della politica verso le toghe. Sempre Sabelli è poi tornato a sollecitare “una radicale riforma” dell'attuale disciplina della prescrizione, frutto della “disastrosa” iniziativa targata 2005, che è stata “incongrua e dannosa”. E ha sottolineto come “l'illegalità diffusa nei settori della Pubblica amministrazione, dell'impresa, della finanza, sia una criminalità organizzata oggi ancor più infiltrata che nel mondo dell'economia, rendono ineludibile procedere all'adeguamento e alla revisione delle fattispecie penali e del regime sanzionatorio e assicurare l'efficacia dell'azione investigativa e la celerità dei processi”. Come detto, non è mancata una stoccata alla classe politica del nostro Paese, rimproverata per non aver finora “posto rimedio alla depenalizzazione di fatto” del falso in bilancio, e “non aver introdotto il reato di autoriciclaggio” che infatti ancora attende un’adeguata sanzione penale prevista dalla legge, non ancora adattatasi agli standard internazionali. Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia è intervenuta nel corso del congresso promettendo di garantire e preservare sempre l’autonomia della magistratura. Ecco le parole del Guardasigilli: “Come ministro della Giustizia sono il garante e il custode dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura; sappiate che non verrò mai meno a questo compito. Ne riaffermerò l'importanza ogni qualvolta si renderà necessario".

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
25/10/2013 - commento (francesco taddei)

casta che ti passa