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LEGGE ELETTORALE/ D’Alimonte: ci vuole un proporzionale a doppio turno

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Una tra le soluzioni più ragionevoli potrebbe consistere nel mantenere il sistema proporzionale introducendo, oltre alle preferenze in collegi molto piccoli, il doppio turno. Si può prevedere di assegnare un premio di maggioranza al partito (o alla coalizione) che abbia superato, al primo turno, la soglia del 40-42%; nel caso in cui nessuno riesca a raggiungerla, il premio sarebbe assegnato al partito (o alla coalizione) uscito vincente dal ballottaggio tra le due formazioni più votate. Anche il sistema a doppio turno alla francese sarebbe un’ottima scelta. Tuttavia credo che in Italia sia più comprensibile e facile da introdurre il doppio turno di lista, come nella suddetta ipotesi, invece che il doppio turno di collegio (sistema francese).

 

Di certo, è necessario quindi introdurre il doppio turno.

E’ evidente. Perché è tra i pochi meccanismi in grado di garantire la governabilità del Paese consentendo, contestualmente, un elevato grado di rappresentatività delle forze politiche.

 

In cosa potrebbe consistere, invece, un compromesso al ribasso?

Anzitutto, nell’introduzione di un modello spagnolo diluito in salsa italiana: ovvero, un proporzionale con una modesta correzione che non consente agli elettori di scegliere chi governa, rimettendo la scelta agli accordi tra i partiti; altra ipotesi da scongiurare è il mantenimento dell’attuale legge, con l’aggiunta della soglia minima del 40-42% per ottenere il premio di maggioranza. E’ evidente che, date le circostanze e la frammentazione del mondo politico, nessuno, neanche coalizzato, è in grado di raggiungere un tale livello di consensi. Ma, senza il premio di maggioranza, il porcellum non è altro che un sistema proporzionale puro.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
27/10/2013 - legge elettorale (andrea sartori)

I piccoli "ricattano" ma i grandi sono delle brodaglie spesso indigeribili

 
25/10/2013 - commento (francesco taddei)

ci vuole il sistema spagnolo! tante circoscrizioni e piccole. così vengono premiati i grandi partiti e i piccoli la smettono con i ricatti.