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LEGGE ELETTORALE/ M5S e Lega rifiutano l'invito al Colle. Napolitano: disposto all'incontro nonostante le ingiurie

Pubblicazione:venerdì 25 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 25 ottobre 2013, 19.45

Il Quirinale (Foto InfoPhoto) Il Quirinale (Foto InfoPhoto)

LEGGE ELETTORALE, IL MOVIMENTO 5 STELLE CONTRO NAPOLITANO (AGGIORNAMENTO ORE 19.45) - "Nei prossimi giorni il Presidente Napolitano incontrerà i rappresentanti della Lega Nord, mentre ha preso atto con rammarico della decisione del Movimento 5 Stelle di declinare l'invito anche ad esso rivolto”. In una nota diffusa di recente, il Colle fa sapere che la Presidenza della Repubblica “ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”. L'auspicio di Napolitano rimane quello che in materia di modifiche o innovazioni del sistema elettorale si possa perseguire in Parlamento “la più larga condivisione”. L'urgenza dell'iniziativa da lui presa ieri “rispondeva a quanto affermato pubblicamente dalla tribuna del Congresso dell'Anci a Firenze”, cioè “il timore di una sovrapposizione, sul delicato tema della legge elettorale, tra due istituzioni fondamentali, il Parlamento e la Corte Costituzionale”. Il Capo dello Stato vuole dunque fare in modo che questo non avvenga, “sollecitando in primo luogo le forze di maggioranza per la loro prevalente responsabilità, ma egualmente le minoranze, e dunque tutte le forze politiche, perché rapidamente, prima dell'udienza già fissata per il 3 dicembre dalla Corte Costituzionale, il Parlamento affermi il ruolo suo proprio intervenendo almeno a modificare la legge vigente nelle norme su cui la Consulta ha già espresso più di una volta serie riserve di costituzionalità".

LEGGE ELETTORALE, IL MOVIMENTO 5 STELLE CONTRO NAPOLITANO (AGGIORNAMENTO ORE 14) - Il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord rispediscono al mittente l’invito di salire al Quirinale per discutere con Napolitano della legge elettorale. Il primo “no” arriva proprio da Beppe Grillo, infuriato dopo la mancata convocazione di ieri sera e tornato a chiedere l’impeachment per un Capo dello Stato che “sta cospirando contro la democrazia, contro milioni di italiani”. “Non andremo al Colle perché non siamo nè in una monarchia assoluta, nè in una Repubblica presidenziale – hanno aggiunto in una nota congiunta i capigruppo M5S di Senato e Camera, Paola Taverna e Alessio Villarosa - Secondo l’articolo 87 della Costituzione, il presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, cioè a tutte le forze politiche. Ricevere invece le forze di maggioranza su temi specifici e delicatissimi come la legge elettorale, magari dando indicazioni e suggerimenti nel chiuso delle stanze e poi, solo il giorno dopo, ricordarsi di ricevere i ’plebei’ delle opposizioni, è perlomeno fortemente irrituale”. Anche la Lega Nord ha successivamente declinato l’invito: “Oggi non andremo dal Presidente Napolitano- ha spiegato Massimo Bitonci - Non ci piacciono le convocazioni frettolose, fatte all’ultimo minuto solo nel tentativo di rimediare a un errore molto grave”. Quanto accaduto ieri, infatti, “è gravissimo: aver convocato un vertice con la sola maggioranza su un tema parlamentare – aggiunge il capogruppo del Carroccio al Senato - è sintomo di partigianeria inaccettabile. Inoltre chiediamo al presidente della repubblica di essere ricevuti in delegazione completa, con il nostro segretario Maroni, e non insieme al resto dell’opposizione con la quale non ci riconosciamo".



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