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LEGGE ELETTORALE/ Bruno (relatore Pdl): semi-presidenzialismo e (per ora) no doppio turno

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Infatti, è stato proposto di introdurre una soglia del 40%, sotto la quale il premio del 55% non scatta. Personalmente, ho inoltre suggerito, nel caso in cui nessuno arrivi al 40%, di conferire comunque un premio al partito o alla coalizione vincente tale da garantire la governabilità.

 

Quindi, chi prende un voto in più degli altri ma non raggiunge il 40%, quanti deputati ha?

Potrebbe avere il 51%, per esempio.

 

E con il 51% la governabilità è garantita?

Beh, a quel punto la politica farà il suo mestiere. Se ce ne sarà bisogno, si faranno degli accordi.

 

Il Pd, inoltre, vuole le preferenze. Voi, no.

Vorrà pur dire qualcosa se, nelle elezioni regionali in Lombardia, la preferenza al candidato è stata espressa dal 14% cento degli elettori mentre in Calabria e in Sicilia da più del 95%. Diciamo che non credo che un sistema del genere possa, quindi, andare bene per le diverse sensibilità italiane.

 

Come pensate di restituire ai cittadini il poter di rappresentanza?

Stiamo riflettendo sull’ipotesi di istituire collegi molto piccoli, in modo tale da far sì che i candidati che hanno meno attinenza con il territorio vengano immediatamente identificati.

 

Riassumendo, qual è la legge che, allo Stato attuale, ha più probabilità di essere varata?

Alla Camera, soglia del 40% per ottenere il premio di maggioranza ripartito su base nazionale, al Senato, stessa soglia, ma premio conferito su base nazionale; l’80% dei seggi viene ripartito attraverso la suddivisione delle circoscrizione in piccoli collegi, su base proporzione; il 20% attraverso i listini bloccati, anche in tal caso su base proporzionale. Su tutto il resto, è ancora in corso la discussione.

 

Dopo il 3 dicembre, e nell’eventualità che il bicameralismo perfetto sarà superato, farete un'altra legge elettorale?

Certo: il ddl costituzionale votato di recente è intitolato: “Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali". Non è un caso che il termine "elettorali" sia stato posto dopo "costituzionali". Sarà sulla base della nuova architettura istituzionale e della nuova forma di governo che sarà possibile studiare una legge elettorale adatta al nuovo corso. E, se si sceglierà, come mi auguro,  il semipresidenzialismo, allora potremo introdurre il doppio turno. 

 

(Paolo Nessi)

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