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OMOFOBIA/ Ecco il piano fascista di chi vuole "rieducare" gli italiani

La clausola di salvaguardia della libertà d’opinione, spiega GIANCARLO CERRELLI, non disinnescherà la legge: chi difenderà la famiglia naturale rischierà, come minimo, di essere indagato

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Come è noto la Camera dei Deputati ha approvato lo scorso 19 settembre, in prima lettura, il disegno di legge dal titolo Disposizioni in materia di contrasto dell'omofobia e della transfobia.

Meraviglia non solo la fretta con cui è stato approvato tale disegno di legge senza che vi fosse alcuna urgenza sociale e nonostante siano altre le priorità a cui gli italiani attendono che si provveda, ma anche l’inutilità di tale provvedimento, dato che le norme del nostro ordinamento sono del tutto sufficienti a fronteggiare qualsiasi abuso nei confronti di qualsiasi soggetto, compresi quelli con orientamento omosessuale.

Cerchiamo, allora, di capire cosa c’è alla base di questo progetto di legge approvato dalla Camera. Esso, in verità, è un dispositivo sostanzialmente ideologico e simbolico, che i movimenti LGBTIQ vogliono usare come apripista per il matrimonio e l'adozione gay; ma tale provvedimento legislativo ha, anche e soprattutto, un malcelato intento pedagogico e rieducativo del popolo italiano, finalizzato ad accompagnarlo con le buone e, se necessario, con le cattive (è prevista la reclusione fino un anno e sei mesi e un’aggravante che aumenta la pena fino alla metà)  a considerare l’omosessualità un modo come un altro di vivere la sessualità e ad indurlo a prendere atto che non esiste una “normalità”, perché non esiste una “natura umana”. 

Considerazioni sulla legge anti-omofobia approvata alla Camera - E’ importante, per una corretta valutazione del disegno di legge cd. antiomofobia, prendere atto che lo stesso è innestato su una legge speciale già esistente: la cd. “legge Mancino” n. 122/1993, modificativa della legge n. 654/1975, che ha recepito nel nostro ordinamento la Convenzione di New York del 1966 sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

A tale legge – che prevede forti sanzioni penali di tipo detentivo e accessorio a chi diffonde, incita a commettere, o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e che vieta, tra l’altro, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per i motivi suddetti – si è pensato di aggiungere altre due “categorie protette”: quelle afferenti all’omofobia e alla transofobia.

Tali due nuove categorie che la Camera ha deciso di inserire nella legge Mancino, oltre che evidenziare un vero e proprio pericolo per la libertà di pensiero e di espressione, pongono, anche, seri elementi d’incostituzionalità della proposta di legge. 

E’ di fondamentale importanza, per una corretta analisi del disegno di legge, già approvato dalla Camera, rilevare che i termini omofobia e transfobia hanno un’accezione incerta e comunque non prevista dal nostro ordinamento giuridico, il cui contenuto dovrà essere determinato e non solo interpretato, dall’applicazione giurisprudenziale e ciò con evidenti rischi di pronunce radicalmente difformi, a causa del significato discrezionale che di volta in volta l’autorità giudiziaria darà a tali termini. 


COMMENTI
28/10/2013 - commento (francesco taddei)

perchè ogni volta che c'è qualcosa di brutto sempre l'appellativo "fascista" come faceva il pc con tutti quelli che non la pensavano come loro? perchè il soviet era democratico? il regime cinese lo è? il pensiero unico universalista calato dall'alto che annienta i popoli lo è? chi ripete fascista come un disco rotto ha poco da dire.