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DOPO BERLUSCONI/ Alfano: mai più con il coltello puntato alla gola

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Secondo una ricostruzione di Francesco Verderami, pubblicata su Il Corriere della Sera, Alfano ha vinto il primo e unico, e forse ultimo, congresso del Pdl. Un congresso contro Berlusconi, che si è svolto in Parlamento, i cui esiti, tuttavia, sono ancora da definire. Non è un caso, spiega Verderami, che Alfano abbia voluto rinviare l’incontro con Berlusconi, chiesto da Berlusconi stesso. Voleva prima comprendere quali fossero, effettivamente, i rapporti di forza tra falchi e colombe, tra gli alfaniani e tutti gli altri. Non si tratterebbe, questa volta, di una mera questione di poltrone. Tant’è vero che l’ex ministro della Giustizia avrebbe detto no alla proposta di guidare la futura Forza Italia, ponendo la questione della linea politica e dicendosi stanco di sentirsi «il coltello puntato alla gola», oltre che dell’estremismo di chi vuole occupare piazze, strade e aeroporti contro la giustizia. Certo, Alfano è convinto che il Cavaliere sia un perseguitato, e continuerà e difenderlo. Ma non come intende fare la Santanché. Pare che Berlusconi si sia, infine, convinto che per salvare se stesso era necessario salvare Alfano, dandogli la fiducia attraverso la fiducia a Letta. Di fronte, infatti, ai falchi che continuavano a incitarlo alla scissione, avrebbe detto: «Basta, vi prego. Lo capite che se ne stanno andando i migliori? Sto lavorando per l’unità del partito. Voi fate quello che volete».



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