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Politica

DOPO BERLUSCONI/ Alfano, ultima chiamata prima che sbarchi la Marina...

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Anche con quanto dichiarato solo il giorno prima, con scelta un po’ subdola, nella lettera al settimanale Tempi.

Alla buvette, il bar di Montecitorio, Paolo Cirino Pomicino alle prese da solo con un piattino di frutta è un altro segno dei tempi, poco inclini ad attingere alle memorie del passato nell’avventurarsi in terra incognita. «In treno  - rivela “Geronimo” – ho mandato messaggi a tutti, anche ad Alfano. Ho suggerito loro di dire che i voti di Berlusconi ora sono aggiuntivi. Voglio vedere se lo faranno». Non lo faranno, e se ne capisce la ragione. La partita nel fu Pdl in travaglio verso Forza Italia, con l’abbandono che si preannuncia di una robusta componente in libera uscita verso il progetto del Ppe italiano, non è finita. E chi la conduce con l’idea ancora di vincerla non può permettersi il lusso di farlo sfidando e irridendo a quello che è ancora il capo, sebbene in crisi, della  baracca. L’ha detto Letta, però, che quei voti non sono più necessari e condizionanti. Indicando l’orizzonte della sua nuova  maggioranza politica e mostrando disinteresse per i voti berlusconiani in grado, assommandosi agli altri, di aumentare persino il bottino di Letta rispetto al giorno dell’insediamento.

Ora, però, non è facile per nessuno. Il Cavaliere non sarà salvato nemmeno dai tribunali della storia, che non avrà pietà per chi ha provato a modellare gli interessi di un Paese in ginocchio a quello suoi personali. Ma non sarà, la storia,neanche molto generosa con chi, avendone avuto altre occasioni, ha trovato modo di marcare il territorio con il capo solo quando questi era ferito, a un passo dall’espulsione per mano giudiziaria dalle aule parlamentari.

Un processo, peraltro, ancora molto complicato da realizzare, ancor più difficile da spiegare agli italiani sempre più lontani dalla politica e sempre più tentati dalla disaffezione passiva (il non voto) od operosa (la protesta fine a se stessa di Beppe Grillo).


COMMENTI
04/10/2013 - Che pena, caro Sussidiario! (Massimo Zamarion)

Superare Berlusconi è un conto, rinnegarlo è un altro. Non credo affatto che Alfano, Quagliariello & C. saranno così stupidi. Se al tribunale della storia si condanna Berlusconi, colui che ha costruito, colui che avuto il coraggio di concepire il "centrodestra" (parola che vent'anni fa nemmeno si poteva pronunciare, ma forse Picariello nemmeno se lo ricorda) in Italia, ci si allinea alla "narrazione" della sinistra e si condanna la storia stessa del centrodestra italiano. Se il nuovo Pdl rinnegherà Berlusconi, l'elettorato rinnegherà il Pdl. La mamma degli utili idioti è sempre incinta.

 
03/10/2013 - commento (francesco taddei)

un'ala estrema vorrebbe più statalismo, l'altra i costi standard del federalismo. non sono mica la stessa cosa. sono uguali quelli che stanno in mezzo sempre. moderati nel non cambiare troppo ed europeisti sempre a prendere ordini.

 
03/10/2013 - Davvero quel uomo non aveva "amici"! (Luigi PATRINI)

Non diamo la colpa solo a Fedele Confalonieri o a Gianni Letta di non aver consigliato bene il Cavaliere! Sono ben più numerosi gli "amici" di Silvio che hanno aspettato che fosse fosse ferito, per avere il coraggio di differenziarsi! Dovevano farlo prima! Ci avrebbero guadagnato in credibilità e ...onorabilità, soprattutto quelli che sono stati sempre ossequienti fino a poche ore prima. Gli amici veri ti dicono subito che sbagli, appena se ne accorgono. Non aspettano che tu sia ferito a morte per dirti che devi cambiare strada! Speriamo in tanti, visto quanto ci è costato l'essere passati tutti per "berlusconiani", che adesso qualcuno abbia la saggezza di "satare il prossimo giro" e mettersi in disparte da ...pensionato di lusso! Almeno abbiano l'onestà di riconoscere di essersi sbagliati e cerchino di passare per i salvatori della patria!