BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DOPO BERLUSCONI/ Sacconi: nel Pdl non c'è posto per gli "estremisti" di Forza Italia

Pubblicazione:giovedì 3 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 3 ottobre 2013, 12.45

Maurizio Sacconi (Infophoto) Maurizio Sacconi (Infophoto)

Non ci sono dubbi, è una vittoria del buon senso e anche di quelli che − per primi − hanno deciso che bisognava sostenere il governo, assumendosene il rischio. È una vittoria perché dei parlamentari che sono entrati in aula solo 4 hanno seguito la vecchia scelta di Berlusconi di dire no al governo. Lo stesso presidente Berlusconi ha ascoltato e raccolto la domanda di stabilità politica, facendo sintesi del nostro dibattito interno con la sua dichiarazione di voto. Però…

Però?
Sappiamo che i sostenitori di un centrodestra estremista e laicista sono ancora all'opera.

Ogni volta che lei sottolinea la differenza politica del Pdl da Forza Italia vi mette anche i valori, perché?
Perché non è un caso che una scelta politica estremista e votata all'isolamento sia anche una posizione laicista e nichilista. Quando si ipotizza che il centrodestra italiano debba essere aperto all'eutanansia e al matrimonio gay o della produzione di bambini al di fuori di una relazione affettiva, e così via, si esce dal solco dei moderati e del senso comune del popolo italiano.

Un domani lei avrebbe difficoltà a ritrovarsi nella stessa formazione politica di Enrico Letta?
Questo è solo un sogno, perché Enrico Letta mi sembra saldamente parte del Partito democratico e la sua cultura da quelle parti è nettamente minoritaria. Non mi faccio illusioni. Il nostro dovere è quello di essere alternativi alla sinistra, a partire propiro dai principi. Mi è dispiaciuto il silenzio di Letta nel dibattito sulla legge relativa all'omofobia.

Se lei facesse parte della Giunta che il 4 ottobre deve pronunciarsi su Berlusconi, che cosa voterebbe?
Berlusconi è vittima di un'aggressione giudiziaria determinata dal fatto di essersi posto a scudo della società italiana contro un'offensiva che dura da venti danni. Sarei per il rinvio alla Corte costituzionale della legge Severino, perché secondo un saldo principio del nostro ordinamento una misura afflittiva non può essere retroattiva.

Che partito dev'essere il nuovo Pdl?
Un centrodestra alternativo alla sinistra, che abbia in Berlusconi il suo padre nobile e in Alfano il suo riconosciuto segretario politico. Un partito laico e cristiano, liberale e solidale, popolare e riformista.

Alternativo alla sinistra, dice, però ora fate le riforme insieme.
Occorre una riforma dello Stato che duri nel tempo e possa costituire il fondamento condiviso della democrazia dell'alternanza e l'architettura della dialettica democratica. Le riforme istituzionali devono essere condivise, non si possono fare a colpi di maggioranza. In una stagione straordinaria, in Italia come in altri paesi europei, si può ritenere necessaria la coalizione degli opposti.

E dopo?
È bene che alla prima occasione quegli opposti si confrontino civilmente sulla base di proposte alternative.

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.