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DOPO BERLUSCONI/ Sacconi: nel Pdl non c'è posto per gli "estremisti" di Forza Italia

Ieri, con una decisione che ha stupito tutti, Berlusconi ha votato sì al governo Letta. È in forse la crazione di nuovi gruppi parlamentari del Pdl. Parla il "dissidente" MAURIZIO SACCONI

Maurizio Sacconi (Infophoto) Maurizio Sacconi (Infophoto)

Ieri, con una decisione che ha stupito tutti, Berlusconi ha votato sì al governo Letta. Per non apparire in minoranza e venire isolato, il Cavaliere ha deciso all'ultimo di appoggiare il governo, spiazzando molti esponenti ultra-berlusconiani del suo partito. Letta riscuote dunque la fiducia al Senato - il passaggio alla Camera era privo di difficoltà - con 235 sì e 70 no. 
Per la prima volta Berlusconi è stato messo in minoranza all'interno del Pdl in modo visibile e politicamente irreparabile. Tanto che si è subito parlato di nuovi gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, in modo da assicurare a Enrico Letta il voto di un gruppo di deputati e senatori del Pdl sottratti ai continui cambi di strategia e di umore del Cavaliere.
Annunciati fin dalla tarda mattinata di ieri, a dichiarazioni di voto ancora in corso, i nuovi gruppi sono stati nel corso della giornata prima smentiti e poi riconfermati e infine "congelati" nella tarda serata di ieri. Quando ilsussidiario.net ha raccolto l'opinione del senatore Maurizio Sacconi, il ministro Quagliariello aveva precisato che "quella dei gruppi è un'iniziativa dei parlamentari che non conosco; quello che so è che i membri del governo ne sono estranei e non si sono mossi". 

Senatore Sacconi, mentre parliamo le agenzie dicono che ci sarebbero già i nuovi gruppi. È così?
Non è nato ancora nessun nuovo gruppo. Credo invece che continuerà la discussione nel Popolo delle libertà, già avviata nel corso di questi giorni, per definire il futuro del centrodestra italiano e capire se questo si colloca nel solco dei suoi principi che conosciamo o se invece debba mutare geneticamente, diventando una forza laicista ed estremista. 

Pare che con lo strappo dell'altro ieri gli "estremisti" ve li siate lasciati alla spalle.
Io penso che il centrodestra italiano debba rimanere ancorato ai principi della tradizione cristiana e ispirarsi al Partito popolare europeo; che debba essere una formazione moderata in modo da interpretare la domanda dei moderati.

All'ultimo Berlusconi ha deciso per la fiducia al governo Letta. Anche lui è un moderato?
Il risultato del voto dice chiaramente che Berlusconi è il padre nobile di questo centrodestra. La sua decisione finale è quella di chi sa intepretare senza indugio l'ansia di stabilità politica diffusa nella sua gente. L'altro dato politico è la forte legittimazione di Angelino Alfano come segretario politico del Pdl.

È sicuro che la decisione di Berlusconi non sia per voi un "inconveniente" politico invece che una vittoria?